Il via al nuovo tunnel, martedì 20 novembre con il ministro Matteoli Martedì 30 novembre sarà  una data importante per la Sitaf e per il futuro della Valle di Susa, in chiave di infrastrutture e trasporti.

Alla presenza del ministro Matteoli, sarà  dato il via ufficiale, con la posa della prima pietra, al cantiere per la costruzione, della Canna di sicurezza del Frejus: un secondo tunnel autostradale di 12 km, che collegherà  Bardonecchia a Modane, e quindi l’Italia alla Francia.

Una cerimonia significativa, e simbolica, che la Sitaf ha scelto di anticipare in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni dalla nascita della società  autostradale, e dei 30 anni dalla costruzione del tunnel del Frejus.

Considerato che la neve è imminente, il grosso del cantiere partirà  in realtà  da inizio 2011. La seconda canna del Frejus, per ora destinata esclusivamente alla sicurezza, costa 400 milioni di euro (divisi equamente tra Italia e Francia), e in piena attività  porterà  lavoro a circa 200 persone anche in Italia, come accaduto nella vicina vallata della Maurienne.

Chi ha vinto i lavori? Come qualcuno aveva pronosticato, sarà  l’Itinera del gruppo Gavio a realizzare il tunnel entro il 2014. Il gruppo Gavio ha vinto l’appalto mettendosi in associazione con la ditta che sta già  realizzando la seconda canna del Frejus dal lato francese: la Razel – Bilfinger – Berger.

L’Itinera di Gavio è stata scelta tra 12 aziende italiane ed europee che avevano partecipato al bando di gara internazionale, offrendo di realizzare l’opera con un ribasso del 20 % dal costo totale: circa 20 – 25 milioni di euro in meno, rispetto al totale di spesa preventivato nel progetto finale.

La scelta è stata effettuata da un’apposita commissione ministeriale, e non dalla Sitaf. Se non ci saranno ricorsi da parte delle aziende che hanno perso la gara, il cantiere partirà  quindi senza problemi.

I soldi per la parte italiana sono messi dalla Sitaf, in autofinaziamento, per 170 milioni di euro, mentre gli altri 30 milioni di euro li metterà  lo Stato.
Con l’occasione di questo appuntamento, il presidente Cerutti fa un bilancio di questi primi 50 anni di Sitaf: “E’ giusto ringraziare e ricordare tutti quelli che hanno amministrato l’azienda in questi anni, tra momenti difficili e momenti esaltanti: le difficoltà  nella realizzazione dell’autostrada, la costruzione del Frejus.

Voglio anche ringraziare il ministro Nicolazzi, che con una legge ha permesso alla Sitaf di finanziare con 2mila miliardi di lire la realizzazione dell’autostrada, cosa che prima era vietata in Italia. Questi soldi noi li restituiremo entro il 2050”.

Il mandato di Cerutti, da 9 anni presidente, scade a marzo 2011. E guardando al domani, ci tiene a rimarcare il ruolo della Sitaf in Valle: “Non siamo solo una società  che gestisce un nastro autostradale, ma diamo posti di lavoro, e creiamo occasioni di ricerca scientifica, e di sviluppo tecnologico per la Valle. Ci occupiamo di ricerca e di fonti energetiche nuove. Realizzeremo sotto la Seconda canna del Frejus, un cavidotto tra Italia e Francia. Così come i progetti per avere acqua calda e produrre il teleriscaldamento nella sede Sitaf di Bardonecchia, sfruttando la galleria”.

E ultimo fattore da non dimenticare, la Sitaf è una delle aziende della Valle che dà  pi๠posti di lavoro: “Ad oggi la nostra società , con le altre controllate (Sitalfa, Musinet, ecc.) ha 500 dipedenti – ricorda il presidente – numeri importanti per un territorio piccolo come il nostro”. Descrizione dell'allegato