Tramonta l’ipotesi Susa-Meana. Anche Torrazza dice no alla Sitaf Continua l’ attesa per la costruzione della canna di sicurezza del Frejus, l’eccessiva burocrazia rallenta le procedure. La parte francese è già  perforata da fine anno. Non basta: la Sitaf adesso deve risolvere anche il problema di dove mettere lo smarino poiché non si conosce con precisione la collocazione del milione di metri cubi di detriti portati fuori dal Monte. All’inizio si era optato per Torrazza, ma adesso il comune piemontese ha fatto marcia indietro. Anche la frazione di Meana, Pian Barale, è stata scartata per il troppo alto prezzo. La Sitaf, adesso, sta cercando anche se l’impresa sembra tutt’altro che facile. Ci sono già  due luoghi pronti fuori dalla valle, è chiaro che chi prenderà  lo smarino verrà  “premiato” con denaro o opere che la Sitaf realizzerà  per loro. Detriti a parte, bisognerà  ancora attendere prima dell’inizio dei lavori: pi๠l’attesa sarà  lunga pi๠il costo sarà  alto.

(Andrea T.) Seconda canna Frejus