Il 7 gennaio scorso, a Podrute, annuale cerimonia di commemorazione l 7 gennaio 1992, 19 anni fa, nei cieli di Podrute, piccolo borgo croato situato vicino la cittadina di Novi Marof, al confine con la Slovenia e l’Ungheria, un caccia MiG- 21, pilotato dall’allora tenente (oggi maggiore) serbo Emir Å iÅ¡ić (condannato in Italia a 15 anni di reclusione, estradato in Serbia, ma ora già  libero), abbatté un elicottero AB- 205 con a bordo cinque osservatori militari europei.

Fra loro, in qualità  di secondo pilota, c’era anche il sanganese sergente maggiore Marco Matta del Quinto Reggimento Aviazione dell’Esercito “Rigel” di stanza a Casarsa (Pordenone). I cinque militari, quattro italiani e un ufficiale della Marina francese, stavano sorvolando la zona compresa fra la città  di Varaždin e Zagabria (la capitale dell’allora nascente Repubblica Croata) per conto dello European Community Monitor Mission. Un’operazione non bellica, bensì di pura osservazione finalizzata al controllo del “cessate il fuoco”, portata avanti in nome dell’Europa.

Quel giorno il sergente Matta, Medaglia d’oro al Valore Militare, compiva 28 anni. Come ogni anno, anche venerdì 7 gennaio 2011, la Croazia e Sangano hanno ricordato il sacrificio di quegli uomini nel luogo in cui l’elicottero su cui viaggiavano fu letteralmente disintegrato da un missile aria-aria iugoslavo, strappando per sempre ai loro affetti le vite del tenente colonnello Enzo Venturini, del maresciallo capo Fiorenzo Ramacci, del pari grado Silvano Natale e del tenente di vascello francese Jean- Loup Eychenne, oltre a quella di Marco Matta. Anche quest’anno, il sindaco di Sangano Adriano Montanaro, insieme con i genitori di Marco, si è recato a Podrute per partecipare alla toccante cerimonia di ricordo dei caduti e per deporre una corona di alloro.

Cerimonia a cui hanno preso parte, fra gli altri, anche il Ministro della Difesa e quello degli Interni croati, l’ambasciatore italiano in Croazia, il sindaco di Podrute e un rappresentante della Repubblica francese, accorsi per ricordare il sacrificio indimenticabile di cinque uomini diventati eroi.

Alberto Tessa Il sindaco Adriano Montanaro con i genitori di Marco Matta