Operazione conclusa con successo della Polizia Stradale di Susa che, coordinata dal comandante Marco Grienti, è riuscita a sgominare una banda di trafficanti di auto esperti nel riciclaggio di veicoli di grossa cilindrata. Quella di scoprire e sgominare bande specializzate nel furto e nel riciclaggio di auto rubate, per lo più di grossa cilindara, è ormai una specialità della Polizia Stradale di Susa. Da quando, anni fa, gli uomini coordinati dal comandante Marco Grienti e, per la parte di Polizia Giudiziaria, dall’ispettore Aime, scoprirono i primi traffici internazionali. che utilizzavano il traforo del Frejus, le operazioni (davvero brillanti) si succedono con rapidità impressionante. Spingendo i poliziotti a indagini che comprendono territori ampi, che giungono fino a Milano e Genova e anche oltre.
L’ultima operazione della serie, denominata ”Touareg”, è di questi giorni e i risultati dell’azione investigativa sono stati resi noti martedì. Ad essere scoperta, questa volta, è una ramificata organizzazione specializzata nel riciclaggio di veicoli rubati in Italia ed esportati in Mauritania, Angola, Libia, Emirati Arabi e Senegal. Un risultato importante, che giunge dopo lunghe e complesse indagini che si sono protratte per oltre un anno. E che hanno portato il Gip del Tribunale di Torino, su richiesta del Pubblico Ministero dottor Rinaudo della Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia, a emettere 14 provvedimenti di custodia cautelare di cui 8 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nonché 15 perquisizioni domiciliari a carico di indagati responsabili a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti, ricettazione e riciclaggio di autovetture di alta gamma.
Il sodalizio criminale operava nella città di Milano, dove acquistava numerosi veicoli rubati provenienti da tutto il nord Italia, compresa la città di Torino. E fra i i membri dell’organizzazione criminale c’era anche un dipendente infedele di una concessionaria di auto che forniva duplicati di chiavi di accensione, poi utilizzati per rubare le relative autovetture. Quindi i veicoli rubati venivano occultati all’interno di container e spediti, utilizzando documentazione doganale contraffatta, nelle località africane. I contenitori venivano imbarcati nei porti di Genova e Livorno. L’organizzazione arrivava ad ”esportare”, a pieno regime, fino a quattro container a settimana contenenti ognuno due autovetture rubate. Per un volume d’affari stimato in 160 mila euro a settimana.
I provvedimenti sono stati eseguiti nelle giornate di lunedì e martedì con l’impiego di 50 poliziotti della Stradale torinese coadiuvati da personale del compartimento Stradale di Milano, città dove sono stati eseguiti tutti i provvedimenti di custodia cautelare. Non solo, l’inchiesta è stata eseguita con la collaborazione del servizio di cooperazione internazionale di polizia (Interpol): questo ha consentito di sequestrare alcuni container che già si trovavano a destinazione nei porti di Dubai e Nouadhibou (in Mauritania). Scarica il file cliccando su questo link Scarica il file cliccando su questo link