Dopo gli ultimi fatti di cronaca, si ritorna a parlare di immigrati SUSA – La recente rissa tra cittadini nordafricani avvenuta in via Palazzo di Città la scorsa settimana ha riportato alle cronache locali la questione immigrati. Fin dal 1995 l’Osservatorio Provinciale per l’Immigrazione extracomunitaria individuava il territorio della valle quale ambito della Provincia di Torino con la maggior presenza di cittadini immigrati residenti. Immigrazione iniziata per la verità già a partire dal 1990 e che, tra il 1993 e il 2000, è più che raddoppiata sul territorio della bassa valle con un incremento del 135,79%. La città di Adelaide non si discosta da questi dati e risulta il terzo comune della valle a maggior presenza ”straniera” dopo Bussoleno e Avigliana, così come si evince dai dati forniti dal Con.I.S.A. Dati che sottolineano la progressiva tendenza delle popolazioni straniere a trasferirsi dall’area metropolitana, Torino e prima cintura, a quella extrametropolitana, nella fattispecie la nostra valle. Tra le motivazioni anche quella dei ricongiungimenti familiari, segno che non si tratta di un’immigrazione di passaggio. Grazie ai dati forniti dal comune è poi possibile soffermarsi sulla realtà segusina. Su una popolazione complessiva che si attesta sulle 6778 unità (al 31/08/2008) sono ben 577 le presenze straniere (extracomunitarie e comunitarie) di cui 307 di sesso femminile e 270 maschile. (Erano 510 al 1° gennaio 2008 e appena 248 al 31/12/2002). Tre le nazionalità di gran lunga più rappresentate, quella albanese con 264 unità (138 maschi e 126 femmine tra cui complessivamente 81 minorenni), la rumena con 130 (54 maschi, 76 femmine di cui in totale 28 minorenni) e, distaccata di poco, la marocchina con 122 presenze (59 maschi e 63 femmine di cui 43 minorenni, dati al 31/12/2008). Da evidenziare come la crescita della popolazione di origine rumena sia avvenuta in particolare a far seguito dall’ingresso della Romania nell’Unione Europea e come siano ben 222 le famiglie con almeno un cittadino straniero a fronte delle 171 con intestatario straniero. Dato che testimonia in particolare l’aumento dei matrimoni misti. Cosa ne pensa il sindaco Sandro Plano? ”Si tratta di una realtà importante con cui dobbiamo fare i conti. Una bella fetta di popolazione con culture e abitudini diverse dalle nostre. Occorre un’opera di integrazione a partire dalle scuole. Si tratta di persone che entrano nella nostra società e che spesso hanno il problema di comprensione della lingua. Come Comune stiamo pensando di predisporre comunicazioni e avvisi nelle lingue dei paesi di origine di questi cittadini. Dalle regole per la raccolta differenziata dei rifiuti alle altre tipologie di comunicazione. Ci sono persone che si sono integrate benissimo -conclude il sindaco- mentre purtroppo altre che hanno trovato qualche problema in più”. Riguardo ai dati occupazionali? Una buona fetta degli immigrati uomini trova impiego nel settore edile e in quello metalmeccanico mentre tra le donne prevalgono i servizi (di cui un buon 60% nelle pulizie) e assistenza alla persona (esempio badanti). Non mancano tuttavia figure professionali e impiegatizie. Da evidenziare, come si vede nei dati del centro per l’impiego, che si tratta in molti casi di immigrati con un livello di studio medio alto, diploma o laurea, ma non riconosciuto in Italia. Dal punto di vista lavorativo sarebbe però sufficiente una traduzione del titolo di studio vidimata dal tribunale e quindi con una trafila molto più semplice del riconoscimento. Cosa di cui molti immigrati non sono a conoscenza. Un fenomeno senza dubbio complesso e sfaccettato con cui sempre più occorrerà confrontarsi mettendo da parte le paure e i pregiudizi. Immigrati a Susa