A Venaus il primo appuntamento dell’anno con gli spadonari: martedì 3 febbraio è stato riproposto l’antico rito nel centro del paese. VENAUS – 3 febbraio 2009, S. Biagio: le spade si incrociano contornate dalla neve. Quest’anno la festa patronale, tradizione che si perpetua da secoli, non è immersa nel vento, né è incorniciata dalle tonalità dure, metalliche di un inverno secco.
I colori scintillanti del costume degli spadonari, si stagliano su una giornata tipica di un inverno che pare non finire, fra le diverse sfumature del grigio, il bianco della neve, i toni scuri della natura che si ritrae, in attesa che la vita riprenda. Proprio i costumi tipici richiamano l’estate, la gioia, la gaiezza. è mezzogiorno sulla piazza della Chiesa: si danzano i riti antichi di queste terre. La società filarmonica ritma i passi, contornati dalle donne in costume tipico ”da savoiarda”, dalle autorità, da tutta la popolazione. Il paese poco prima, alle undici, si è ritrovato alla messa patronale, centro della festa: mentre gli spadonari ai lati dell’altare rendono il loro omaggio, il parroco Don Alfonso Vindrola ricorda che ”siamo qui per rinnovare una tradizione. Dobbiamo però essere ben consapevoli del suo significato: le tradizioni non si portano avanti perchè ”a l’è sempre fase parei”, ma perchè si basano su un centro, la fede. è per via della propria fede che i cristiani si comportano in un certo modo in famiglia, nella vita, nelle associazioni. Ed è la fede che accompagna i gesti di una tradizione. Perchè alla lunga il ”a l’è sempre fase parei” non basta e le cose si perdono. è la fede in Cristo che dà la forza di portare avanti un certo modo di vivere”. Alla fine della messa, il sacramentale della benedizione delle gole, invoca l’intercessione del patrono. Piccola comunità, che sfida il trascorrere del tempo riandando sempre alle proprie radici, Venaus si ritrova intorno a una festa che ha il sapore antico, ma anche la bellezza di un incontro come di ”grande famiglia”.
Si pensa al futuro, a promuovere la vita del paese, a fare progetti, a ridipingere con i ”colori dei nostri anni” schemi secolari. Ma pure ci si ritrova su valori comuni, ricordi condivisi. Così nel pomeriggio di S. Biagio, protagonisti sono alcuni filmati che leggono antico e moderno, storia e tradizioni, fantasia e realtà. Nel Municipio, una mostra di antiche fotografie è un altro suggello di quanto è stato. Volti di un tempo che richiamano quelli di oggi, ma anche un ”sentire comune” divenuto patrimonio anche di chi qui ha scelto di stabilirsi. è bella la festa patronale, perchè è il nucleo di un intero paese. Di Venaus, che si proietta nella primavera del futuro, fondandosi però sull’essenzialità del passato. Conservando, come un po’ tutta la Valcenischia, quel DNA che purtroppo altrove si rischia di perdere. Scarica il file cliccando su questo link