Nel nuovo libro di Mario Tonini, l’album fotografico dall 1872 al 1943.l corpo militare nacque nel 1872.Qui furono creati i due distetti:la 6° compagnia ad Oulx e la7° con sede a Susa . La presenza degli alpini in Valle ebbe inizio contestualmente alla nascita delle compagnie alpine nazionali: il 15 ottobre del 1872 con un Regio Decreto, l’esercito italiano adottò un anuova organizzazione militare per la sorveglianza delle valli di confine del nuovo Stato unitario. Il decreto era costituito da due voci distinte una che fissava una nuova composizione dei distretti militari nei quali venivano unite le giovani classi di leva e l’altra che sottolineava l’istituzione delle prime 15 compagnie alpine. Gli alpini si diffusero con il nome di ”distrettuali”, raggiungendo tuttavia quasi subito l’importanza dei reparti principali. A Torino, come sede principale, furono creati due distretti dai quali si reclutavano ufficiali e mezzi: la 6° compagnia con sede ad Oulx e la 7° con sede a Susa Le due compagnie valligiane contavano su uomini dei mondamenti di reclutamento di Cesana e Oulx per l’Alta Valle e Susa, Bussoleno e Condove per la Bassa.
Così i nostri montanari divennero soldati unendo fin dal principio le difficoltà della vita civile a quelle della vita militare: l’asprezza del terreno e del clima, la distanza dai grossi centri abitati, le difficoltà nell’alimentazione sia per quel che riguardava la quantità che la varietà.
Ogni militare prestava servizio per due o tre anni, secondo la categoria fisica d’appartenenza; ogni compagnia era comandata da un capitano con tre ufficiali subalterni, nessuno dei quali proveniente dalla Val Susa, ed aveva 120 uomini di truppa: un furiere, che si occupava delle paghe e delle licenze, 6 sergenti, 13 caporali, 3 trombettieri, 8 zappatori e 89 soldati.
L’armamento era costituito da un fucile ”Wetterli 1870”, che impiegava cartucce con bossolo metallico e aveva un otturatore scorrevole; un fucile in linea con i migliori in uso in Europa, le cui dimensioni, 140 centimetri più 64 con la baionetta, ed il peso di quattro chili e trecento grammi, erano notevoli e di forte impaccio per la vita di montagna. Gli ufficiali avevano una pistola a rotazione ”Le Faucheaux” ispirata alla famosa Colt. In Valle erano presenti circa 250 di questi militari, che furono investiti nei primi anni di servizio nello studio del territorio come zona di difesa e in preparazione ad un possibile attacco alla frontiera francese alpina.
Gli studi cartografici che ne derivarono furono ulteriormente ampliati, dando così un notevole impulso alla veloce mobilità dei reparti in sostituzione della loro lontananza dalle strutture militari. La Valle si presentava diversa dall’attuale, non avendo strade carrozzabili in montagna, né sentieri particolarmente sfruttabili e nessun ricovero alpino collegato ad altri. Gli spostamenti in quota risultavano piuttosto difficoltosi, poichè le carte di montagna erano scarse e, nonostante gli studi, si rivelavano spesso imprecise.
I militari incominciarono lo studio metodico delle nostre terre e l’addestramento degli uomini sui sentieri in alta quota ricorrendo a pernottamenti fuori sede protratti nella stagione invernale ad altitudini differenti ed in diverse condizioni climatiche. Le compagnie si spostavano percorrendo lunghe marce durante le quali gli uomini dovevano portarsi tutto a spalle avendo a disposizione per il trasporto dei materiali un solo mulo ed una carretta per ogni compagnia. Lo zaino, soprannominato ”francobollo”, divenne in quegli anni indispensabile ed al suo interno, oltre agli effetti personali e al necessario per vivere in montagna per lunghie periodi, venivano sistemati generi alimentari quali pane, caffè e zucchero. Sopra allo zaino ogni militare doveva inoltre portare legna paglia e altri oggetti utili. Ogni compagnia venne anche dotata di una sacca di sanità contenente medicinali e medicamenti di base. Durante gli spostamenti, le truppe rimanevano distanti dalla propria residenza per intere settimane, a volte anche fuori dei nostri centri abitati, e normalmente nel mese assegnato per queste prove si usufruiva provvisoriamente di alloggiamenti nei paesi di Bardonecchia ed Exilles, divenuti poi stabili località militari alpine come anche Sestriere, Claviere, Moncenisio e altri paesi dell’Alta Valle.
Le compagnie erano solite trasferirsi nella sede estiva il 1° maggio e far ritorno a novembre nella caserma principale. Furono anche organizzate imponenti manovre militari con la collaborazione di più armi, di cui rimane traccia nelle cronache giornalistiche: ”Sono incominciate nei nostri dintorni le manovre della divisione di Torino. Prendono parte alle manovre una batteria d’artiglieria da montagna, un battaglione di alpini, bersaglieri e un forte numero di richiamati della classe 1872”.
Durante l’estate, oltre alle esercitazioni militari, gli alpini provvedevano a lavori stradali di manutenzione e lavori agli impianti idrici fornendo così alla popolazione un valido aiuto.
Facendo riferimento a progetti che comprendevano vie di accesso a località particolarmente importanti per la difesa del territorio e la sua sorveglianza, i reparti edificarono e conservarono opere, anche in alta quota, il cui uso era consentito in qualunque stagione. la vita militare e le esercitazioni di formazione crebbero d’intensità tanto che ”…le compagnie si distinsero scarpinando per le montagne con lunghe marce durante le quali gli uomini dovevano portarsi tutto”.
In seguito, si organizzarono corsi specifici con marce e turni di ricognizione montagna ad uso esclusivo degli ufficiali. Negli stessi anni le truppe vissero le prime esperienze alpinistiche invernali adottando equipaggiamenti specialistici come racchette da neve, indumenti in lana e scarpe pesanti.
L’esperienza e l’attività di questi primi anni, anche in funzione del nuovo ambiente nel quale i militari dovevano svolgere servizio, furono i motivi per i quali fu necessario modificare la divisa, che subì una gran trasformazione rispetto a quella inizialmente adottata analoga alle altre armi dell’esercito.
Tale divisa era composta dal keppy, il tradizionale berretto militare, e dal cappotto lungo, come quello della fonteria; l’unico particolare che distingueva i militari di montagna dai loro colleghi di pianura era il numero del distretto, di colore giallo, portato sulle contraspalline del cappotto.