Biathlon e trampolino chiusi, pista di bob a rischio. Iniziativa legale di Serra e dell’avvocato Sarzotti Come vengono gestiti i siti olimpici di Torino 2006?
E’ la domanda che si pone l’ex sindaco di Cesana e attuale assessore di Pragelato, Roberto Serra.

Serra, avendo vissuto da amministratore locale tutta la vicenda della costruzione degli impianti, e avendo governato la località  che ha avuto il maggior impatto ambientale sul suo territorio, con la costruzione della costosissima pista di bob (80 milioni di euro), vuole vederci chiaro.

E non lo fa con una semplice riflessione politica, ma facendo partire un’iniziativa legale, supportato dall’avvocato Sarzotti di Torino.

Proprio in questi giorni Serra ha infatti inviato a Pier Paolo Maza, direttore della Fondazione Torino 2006, ente pubblico che è socio di minoranza (al 30 %) dell’attuale società  di gestione delle opere (la Parcolimpico srl), una richiesta ufficiale di accesso agli atti inerenti agli impianti olimpici montani.

A norma degli articoli 22 e seguenti della legge n. 241/1990, Serra richiede alla Fondazione l’estrazione di una copia integrale dei seguenti documenti:
1) documentazione riguardante il contratto o la convenzione o comunque ogni atto con cui è stato autorizzato il trasferimento del materiale in oggetto presso altro sito montano;
2) documentazione relativa al progetto di gestione dei siti olimpici montani, con particolare riferimento alla gestione della Pista del Bob di Cesana Torinese e dei Trampolini olimpici di Pragelato.

Si intende acquisire, per la precisione, tutti gli atti riguardanti la programmazione delle attività  previste per tali impianti olimpici negli anni a venire (ivi comprese le proposte di utilizzo formulate in sede di gara per l’individuazione del socio privato della Parcolimpico s.r.l. dalla Live Nation s.r.l. e dalla Lingotto Fiere s.r.l.). Questa iniziativa ha un chiaro scopo: capire se ci sono gli estremi per un eventuale esposto alla Corte dei Conti, per l’ipotesi di una cattiva gestione di beni pubblici, peraltro costati decine di milioni di euro.

L’episodio che ha fatto partire l’iniziativa è ovviamente la cessione, che la Parcolimpico ha chiarito essere stata a semplice titolo di noleggio, di numerose attrezzature (cannoni spara-neve e altri materiali) di proprietà  pubblica e soprattutto appartenenti a due siti olimpici attualmente chiusi e inutilizzati: il trampolino di Pragelato e la pista di biathlon di Cesana.

“Abbiamo interesse, anche come amministrazione di Pragelato, nel verificare se le modalità  di gestione del cospicuo patrimonio pubblico in questione – affidato alla Fondazione XX Marzo – siano o no rispettose dei principi di buona ed efficiente amministrazione, sanciti dall’art. 97 della nostra Costituzione” spiega Roberto Serra .

“Vorremo controllare se la Parcolimpico srl, società  che ha vinto la gara trentennale per gestire le opere di Torino 2006, sta facendo quello che si era presa l’impegno di fare secondo il bando di gara che ha vinto, oppure no” aggiunge l’avvocato Sarzotti “E’ chiaro che possono esserci stati problemi, e che si tratta di una società  a maggioranza privata, ma è altrettanto vero che stanno gestendo delle opere dello Stato, realizzate con fondi pubblici, e che in caso di inefficienza si può ipotizzare un danno all’erario”.

Proprio nell’intervista in esclusiva pubblicata sullo scorso numero de “La Valsusa”, il direttore della Parcolimpico annunciava e spiegava che, nel caso in cui non arriveranno i soldi pubblici di Regione, Coni, ecc. per aprire gli impianti, sia la pista di bob di Cesana che il trampolino di Pragelato, così come il biathlon di Sansicario sono destinati alla chiusura perenne. “Tutto questo si può comprendere – commenta Sarzotti – ma proprio per tali aspetti vogliamo leggere e vedere con mano i progetti di gestione che ha in serbo la Parcolimpico srl, riguardo l’utilizzo delle opere montane.

Considerato che hanno vinto un apposito bando di gara, si prevedeva in inverno la cessione dei materiali dei siti olimpici ad altre località ?”. La pista che a Cesana ha ospitato le gare di biathlon 2006 usata come pascolo