Stanziati dalla regione, per l’ospedale segusino, circa 1,4 milioni di euro. Giorgio Rabino (il direttore dell’Asl 3) lo scorso giovedì ha partecipato ad un dibattito organizzato dal Pd sulla sanità in Valle di Susa. L’ospedale di Susa continua nel suo percorso di potenziamento e miglioramento qualitativo: lo ha confermato il direttore generale dell’Asl To 3, Giorgio Rabino che lo scorso giovedì ha partecipato ad un dibattito organizzato dal Pd sulla sanità in Valle di Susa.
”Stiamo continuando nel processo di ammodernamento della struttura – spiega il direttore – che, dopo il nuovo pronto soccorso, le sale chirurgiche, i letti di emergenza, la nuova Tac e il nuovo reparto di ginecologia, adesso punta dritto alla realizzazione del nuovo fabbricato che ospiterà laboratorio analisi, ortopedia e la morgue”. Un progetto già da tempo avviato e finanziato con i fondi stanziati per la sanità in base all’ormai famoso art. 20. Ma allora perché non si parte? ”I tempi della burocrazia sono davvero biblici – spiega Rabino – ormai da troppo tempo aspettiamo un decreto di autorizzazione da Roma. Sembra sempre questione di giorni, invece”. Però stavolta c’è qualche elemento in più: ”Ho sentito oggi un funzionario ministeriale – ci dice Rabino nel pomeriggio di martedì – è verosimile pensare che questo decreto arrivi a breve. Sul mio tavolo ci sono già le bozze dei bandi di appalto. Partiremo subito senza perdere altro tempo prezioso. Posso azzardare che nel giro di otto mesi inizieranno i lavori”.
Un’altra conferma del direttore generale arriva per la scissione dei reparti di chirurgia e ortopedia: ”Anche questo era previsto ma i tempi saranno più brevi di quelli ipotizzati”, assicura.
Il 2008 ha portato un finanziamento in più: dalla Regione è arrivato un milione e 400 mila euro per la ristrutturazione completa della medicina. ”Il reparto – spiega Rabino – verrà rimesso a nuovo, altro tassello importante nel processo globale di miglioramento. Inoltre manterremo la riabilitazione funzionale all’interno dell’ospedale”.
Il primario di ginecologia, Saverio Laterza, ha lasciato l’incarico nei mesi scorsi: verrà sostituito? ”Ho immediatamente affidato un incarico primariale ad uno dei nostri ginecologi con più anzianità di servizio, il dott. Chiappa. Ed è già partita la procedura per la messa in bando del primariato. Ma c’è di più – aggiunge il direttore generale – anche il primario di pediatria, il dott. Carlo Zanolini, lascerà l’incarico. Non possiamo fare atti burocratici prima che ciò avvenga ma faccio una promessa da galantuomo: darò immediatamente un incarico primariale ad un pediatra e poi partirà la procedura del bando per un nuovo primario”.
L’altra faccia della sanità è quella del territorio, e qui ci sono alcune problematicità. ”Non tutte le specialità hanno tempi di attesa adeguati”, ammette Rabino ma il direttore del distretto 5 dell’Asl, Pasquale Grassano spiega: ”I tempi sono più lunghi per le specialistiche per le quali facciamo più fatica a trovare medici disponibili a venire in Valle. E’ il caso dei fisiatri, c’è già una convenzione e ne faremo un’altra per coprire il servizio anche a Oulx oltre a Susa e Avigliana”. Procede invece il potenziamento dei posti letto nelle strutture per anziani non autosufficienti: ”C’è un aumento lineare graduale – afferma il direttore generale – che ci sta portando dallo 0.7 all’1,4 per cento del numero di posti letto sulla base della popolazione residente e entro il 2010 si raggiungerà il 2% come impone il piano socio-sanitario regionale. Inoltre, siccome siamo convinti che l’anziano debba rimanere in famiglia, si sta procedendo alla regolamentazione dell’assegno di cura. L’ex Asl 5 sta portando avanti una sperimentazione in tal senso di concerto con la Regione”. In sostanza, da parte della sanità e dell’assistenza viene dato un contributo affinchè l’anziano non autosufficiente rimanga nella propria casa.
Oltre a ospedali e territorio, altro capitolo che prende sempre più spazio è la prevenzione: ”L’obiettivo è la distribuzione delle risorse con il 47.5% rispettivamente a ospedali e territorio e il 5% alla prevenzione. Ma in questo la nostra Asl è virtuosa, grazie anche alla sua gente: il ricorso al ricovero è perfettamente allineato, invece abbiamo un leggero splafonamento nel ricorso alla specialistica”. Come dire: la gente non va in ospedale per ogni bubù ma solo quando le condizioni lo richiedono per davvero. Rabino al dibattito del PD si Susa