Gli appuntamenti musicali sotto il tendone. Intervista ai Lou Dalfin La musica ancora e sempre protagonista alla prima di September Fest. Sotto il tendone, si i cominciato venerdì 27 con un tributo al grandissimo Michael Jackson. Una mezza delusione, però, perché nessuna band suonava gli hit di “Jacko” sul palco, ma alcuni ballerini hanno fornito un saggio di alcune coreografie del Re del Pop, tragicamente scomparso. Comunque, la gente s’è divertita ed ha ballato ugualmente. Sabato 28, finalmente una band: gli Arhea 54, capaci di trasfondere al pubblico quella pastosa miscela costituita dal magmatico suoni anni settanta. E che costumi. Trash, eccessivi, ridondanti, questi cloni di Madonna, Kiss, Anna, David Bowie e Renato Zero hanno infiammato la gente accorsa sotto il tendone. Domenica 29 ecco Tracce, la cover band ufficialmente riconosciuta dai Nomadi: grande spazio alla pi๠recente produzione della storica band del mai dimenticato Augusto Daolio e di Beppe Carletti, hanno dimostrato, se ce n’era bisogno, di sapere il fatto loro: grande performance. Lunedì 30 agosto, un grande ritorno, i Lou Dalfin. La serata segusina è stata l’occasione per fare il punto dell’attività  con la storica band di rock occitano, capitanata dal poderoso cantante nonché suonatore della “viola” (e di altri strumenti), Sergio Berardo, detto anche il Jimi Hendrix della ghironda. E proprio col front-man d’oc abbiamo scambiato quattro chiacchiere prima del concerto, comodamente seduti ad un tavolo del Fest.

Approfondimento su La Valsusa n°33 di giovedì 2 settembre 2010 Sergio dei Lou Dalfin