Addio alla discarica di Mattie, aumentano i costi per il trasporto all’inceneritore di Torino Dal 2013 la tassa sui rifiuti aumenterà ancora in Valle di Susa. Con l’entrata in funzione dell’inceneritore di Torino, al Gerbido, a fine anno sarà chiusa definitivamente la discarica di Mattie.

Quindi tutti i rifiuti dovranno essere portati all’inceneritore di Torino, con un aumento rilevante dei costi. Adesso, costa 76 euro a tonnellata smaltire i rifiuti alla discarica di Mattie. Farli smaltire al Gerbido costerà invece 106 euro a tonnellata: 30 euro in più. Senza contare l’aumento delle spese di trasporto, e di benzina per i mezzi che ogni giorni dai Comuni della Valle (da Bardonecchia in giù) dovranno recarsi a Torino, al posto che andare a Mattie. Per questo motivo i cittadini della Valle, e i Comuni, devono fare di tutto per aumentare la raccolta differenziata. E’ questo l’appello fatto dall’Acsel, tramite Lisa Bodoira, responsabile del settore ambiente per il consorzio valsusino che si occupa della raccolta rifiuti. “Differenziando il materiale, non finirà all’inceneritore di Torino – spiega Bodoira – ogni tipologia infatti ha la sua destinazione. La carta va alla Cartiera di Ciriè, la plastica va a Beinasco, l’organico va a Collegno, il vetro finisce alla vetreria in provincia di Savona. Per ogni kg di materiale raccolto differenziato, l’Acsel riceve dei contributi dai consorzi nazionali, che poi vengono girati ai Comuni più virtuosi.

Nel 2011, per la differenziazione della carta abbiamo ricevuto 294.000 euro dal consorzio nazionale Comieco. Per la plastica 379.000 euro ricevuti dal consorzio nazionale Corepla, e per il vetro 122.000 euro ricevuti dal consorzio nazionale Coreve”. Anche perché per legge, la quota di raccolta differenziata da raggiungere nel 2012 a livello nazionale sarebbe addirittura 65 %, che per i paesi della Provincia di Torino si “abbassa” al 50 %. Percentuale ancora lontana per parecchi Comuni della Valle.

La Valle di Susa nel 2011 ha prodotto 24.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati. A Venaus, ad esempio, la quantità di differenziata ammonta appena al 28 %, a Moncenisio del 20,31 %, a Cesana del 27 %. Bisogna anche tener conto, però, della quantità di rifiuti che in un anno producono i Comuni, mettendo a confronto la quantità di indifferenziata con la quantità differenziata. Ad esempio, come avevamo scritto alcune settimane fa, è vero che Mattie ha diminuito la quantità di rifiuti differenziati nell’arco di 10 anni, ma non per menefreghismo, bensì perché ha calato la produzione totale di rifiuti. Con questi parametri, mentre nel 2009 aveva il 32 % di differenziata, nel 2010 è migliorata, salendo al 37 %. Fondamentale, secondo l’Acsel, sarà l’introduzione in più paesi della raccolta “porta a Porta”, dove ogni condominio ha il suo diverso contenitore per i rifiuti, esponendoli una volta alla settimana per la raccolta. Ad oggi, i Comuni che applicano il “porta a porta” sono 11: Almese, Avigliana, Bussoleno, Condove, Mompantero, Sant’Ambrogio, Sant’Antonino, Caselette, Susa, Vaie, Caprie e da marzo anche Chiusa San Michele. In particolare Vaie, Chiusa San Michele e Caselette propongono in via sperimentale il porta a porta del rifiuto indifferenziato, usando un cassonetto verde, mentre gli altri paesi hanno cinque tipi differenti di bidoncino. “Il porta a porta è la strada da perseguire – spiega ancora Bodoira dall’Acsel – è chiaro però che nei piccoli Comuni, con minor popolazione, dal punto di vista economico può non apparire conveniente”. Prima ogni Comune poteva produrre quanti rifiuti si volevano, ma la Regione ha posto dei limiti: nel 2011 ogni paese può produrre massimo 216 kg per abitante, ogni anno, mentre nel 2012 scenderà ancora a 196 kg. Ma se un Comune ne produce di più, cosa accade? “La discarica non fa più entrare i rifiuti in eccesso – spiega Bodoira – quindi vengono pre-trattati, in un apposito impianto a Cavaglià.

Il rifiuto in eccesso quindi non finisce alla discarica Mattie, e di conseguenza aumentano nuovamente i costi dei Comuni, che poi ovviamente aumentano la tassa rifiuti ai cittadini. La strada per arrivare al “porta a porta” è ancora lunga, ma l’Acsel punta ad arrivarci anche con mediazioni, come l’applicazione di questo tipo di raccolta anche solo per l’indifferenziato. “Ci sono Comuni che stanno facendo dei passaggi intermedi – afferma Bodoira – ad esempio Giaglione e Mattie hanno chiuso le isole di rifiuti con la serratura, in modo che ci sia maggior controllo su cosa e chi butta rifiuti”. Lo scoglio più difficile è il cambiamento delle abitudini di vita: adesso il cittadino va a buttare la pattumiera quando vuole, con il “porta a porta”, invece, bisogna seguire apposite scadenze ogni settimana, a certe ore.

Fabio Tanzilli Descrizione dell'allegato