Le operazioni di Ltf sono quasi concluse, intanto sale la protesta a Chianocco e Chiomonte “Lo faccio per la mia terra e per Giorgio libero”. Marisa Mayer, chiomontina No Tav proprietaria di alcuni dei terreni su cui sorge la baita Clarea, si è incatenata per protesta alla recinzione. La donna era l’ultimo dei proprietari convocati dalla Ltf per l’avvio delle procedure di “occupazione temporanea”, e si è legata ad operazioni concluse. “Chiedo che spostino le recinzioni da dove sono perché questa non è zona di cantiere. L’architetto l’ha misurata in presenza dell’avvocato e dovrebbe essere molto più indietro. Rivogliamo anche le nostre cose che sono ancora dentro perché siamo venuti una volta a prenderle e non ce le hanno lasciate. Non ho intenzione di staccarmi da qui”.

E’ iniziata questa mattina l’operazione degli espropri sui terreni di Chiomonte interessati dal cantiere della Tav. Intanto dalle 10 un gruppo di studenti ha bloccato l’autostrada per Bardonecchia all’altezza di Chianocco, con tir in coda e disagi. Tra i proprietari chiamati a Chiomonte c’era anche Luca Abbà, ancora ricoverato all’ospedale. Abbà ha delegato come suo rappresentante Alberto Perino. Intorno alle 9.30 è stato chiamato il primo gruppo di sei proprietari, supportati dagli avvocati No Tav. I 67 proprietari, una volta passato il cancello della centrale Aem, sono accompagnati, con un avvocato e un perito di parte, sulla loro particella dai tecnici di Ltf.

Fabio Tanzilli Marisa Meyer blocchi a Chianocco sull'A32