Perino e l’ala movimentista hanno elaborato l’ipotesi di Ltf:Cantiere nell’ex Cotonificio e binari pochi metri sotto le case TU CHIAMALE SE VUOI… SUGGESTIONI. Forse è così, ma per gli esponenti dei movimenti No Tav si tratta di… INCUBI. Di cosa si tratta? Avvolgiamo il nastro indietro di qualche giorno. E’ sabato 11 ottobre. Il luogo è Condove. L’evento, la Fiera della Toma. Che c’entrano i formaggi valsusini? C’è che uno degli stand è del movimento No tav. E che a… gestirlo c’è come al solito lui, Alberto Perino. Accompagnato da Ludovico Jengo e altri.
Incrociano il cronista e preannunciano la…. Primizia. “Abbiamo capito cosa capiterà a Susa e te lo raccontiamo”. Tirano fuori un pacchetto di pagine con fotografie. E voilà. La capitale di Cozio è sistemata.

La fonte? “Nient’altro  ciò che già si conosce. E cioè le carte di Ltf. Con quelle che – spiega Perino – sono state definite “suggestioni”. E di cui i sindaci si sono limitati a… prendere atto senza troppo reagire”.

Su queste carte, spiegano, “i nostri tecnici ci hanno lavorato un po’ e hanno elaborato quello che potrebbe capitare a Susa e dintorni”. Anche se, ammettono, “non abbiamo le prove certe e tuttavia vogliamo condividere con la popolazione i nostri ragionevoli dubbi”.  Punto primo. Con la nuova ipotesi di Ltf (passaggio in parallelo alla A32), “dove pensano di installare entro fine anno il cantiere della Gmc per il tunnel geognostico?”. Tre ipotesi: nei cantieri Sitaf, a San Giuliano a ridosso della Casa di Riposo, oppure dell’ex cotonificio, accanto alla stazione ferroviaria e non lontano dal centro di Susa.

I No Tav di Alberto Perino pensando all’ultima ipotesi parlano esplicitamente di “incubo”. Perchè, sostengono, sarebbe “un’area comodissima per l’attacco diretto dal cantiere alla roccia dello sperone della Brunetta”; risulterebbe “un’area comoda anche per i terreni utilizzabili a cavallo del torrente Cenischia”; sarebbe “comodissima anche per la vicinanza della stazione ferroviaria con il relativo piazzale”. Di più, l’ala movimentista azzarda l’ipotesi di un “possibile lay-out di cantiere” che “utilizzando i nastri trasportatori porterebbe lo smarino ai diversi depositi temporanei. Poi di lì, sempre con i nastri, i detriti di scavo verrebbero caricati sui treni, non appena opportunamente sistemata la stazione Fs di Susa”. In questo modo, si legge nelle elaborazioni del movimento, “potrebbe partire subito un bel tunnel geognostico, ovvero la discenderia (in salita) di Susa, per la gioia di Virano e del Governo”.  Certo, tutto questo – aggiungono – con alcuni problemi. Che si chiamano rumore, polvere, sostanze pericolose e…il popolo No Tav”. Anche perchè, dicono, “intorno a questo ipotetico cantiere ci sono molte abitazioni private ma anche tre scuole: l’Itis, l’asilo nido, le scuole elementari”. Finito qui? Nemmeno per sogno. Le elaborazioni di Perino & C. prendono le ipotesi di Ltf e vanno a vedere “che la nuova linea Tav passa proprio sotto l’abitato di Susa. Prolungando l’inizio della galleria, infatti, si scopre che questa va dritta dritta sotto lo sperone della Brunetta, passando sotto molte case di Susa, a pochi metri di profondità. E ricordiamo che la linea potrà avere una pendenza massima del 12 per mille e, cioè, potrà scendere di soli 12 metri ogni chilometro”. La domanda d’obbligo è: che fine faranno queste case? Non manca la polemica coi sindaci e col documento “Fare” approvato nel famoso “conclave della Riposa”. Alberto Perino cosa pensa in merito non l’ha mai mandato a dire. Ma lo ripete, con una domanda: “Che cosa pensano i sindaci di questa bella ipotesi progettualedi Ltf? Dove pensano di far passare i binari. Il passaggio della nuova linea con ingradimento delle zone interessate area dell ex cotonificio diventera un cantiere?