Il sondaggio del nostro giornale,Comune per Comune,riguardo la costruzione della grande opera. Progetto Ltf o proposta Sembra incredibile, ma due sindaci valsusini, Mauro Russo di Chianocco e Simona Pognant di Borgone, potrebbero essere processati per lesioni. E’ infatti giunto al loro collegio difensivo, nei giorni scorsi, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari su fatti risalenti al 6 dicembre 2005, il giorno dopo lo sgombero del presidio No Tav di Venaus da parte delle forze dell’ordine. Adesso, sarà il pubblico ministero a decidere se optare per il rinvio a giudizio dei due amministratori, o archiviare il tutto. Russo e Pognant erano stati infatti denunciati, per lesioni, da due agenti di polizia: uno che lamentava una frattura al naso, l’altro una contusione lombosacrale. Ma ricordiamo quanto era successo: in quel giorno di altissima tensione, una grande folla aveva bloccato, in quella zona di Bussoleno nei pressi del bivio per Mattie, il ritorno a Torino delle forze di Polizia. Russo e Pognant, insieme ad altri amministratori, avevano mediato, facendo da filtro umano, tra i poliziotti e la gente, che, dopo la nottata dell’assalto a Venaus, era particolarmente inferocita con le forze dell’ordine. Comprensibile l’amarezza dei sue sindaci. Mauro Russo: ”Qualcuno s’è divertito a raccontare questa storia su un blog, e si tratta di una montatura incredibile…Vorrei capire da dove arriva, malgrado la mia fiducia nelle istituzioni, perché mi viene da pensare che ci sia un disegno dietro. Non solo non è successo niente, ma non c’è uno straccio di prova che possa smentirci. Speriamo che chi di dovere rifletta, perché qui lo Stato rischia davvero una figuraccia. Abbiamo naturalmente presentato una memoria difensiva, ma confidiamo che tutto venga archiviato. Se mi trovassi con questi due agenti, però, guardandoli in faccia, gli chiederei semplicemente: perché?”. Simona Pognant: ”Chi ci conosce, sa che persone siamo. Questo già mi tranquillizza, poi abbiamo un forte senso delle istituzioni, e certi comportamenti non ci passano neanche dall’anticamera del cervello. L’amarezza viene dal fatto che noi eravamo lì soprattutto per garantire l’incolumità alle persone, in primis i poliziotti, esposti alla rabbia della gente. Ci siamo sbattuti per consentire loro di ripartire senza problemi, e questo è il ringraziamento… Per me, tutto si chiuderà presto perché davvero non c’è nulla. Non voglio dire che quei due agenti non si siano fatti male, ma certo non se lo sono fatto quando c’eravamo noi nei paraggi”. Naturalmente, i due sindaci possono contare su un consistente numero di testimoni in grado di avvalorare le loro tesi, corroborate da prove fotografiche ed anche filmati. Anche chi scrive, che proprio quel giorno era in compagnia dei due sindaci, non può che testimoniare la loro completa estraneità ai fatti che sono stati loro attribuiti. Stato contro Stato: una piccola storia ignobile. Perfino ridicola, se non fosse tragica. Scarica il file cliccando su questo link