Manifesti in valle parlano della “prima vittima del Tav”, riferendosi a un investimento involontario di una signora a Venaria, poi deceduta, da parte di un mezzo delle forze dell’ordine Se da una parte in conferenza stampa Alberto Perino, leader del movimento No Tav, attenua i toni della manifestazione di domenica 3 luglio, dall’altra il movimento li alza, e di molto, sui propri manifesti. Venerdì 1° luglio a Torino nella conferenza stampa organizzata insieme al Movimento Cinque Stelle, Alberto Perino ha ridimensionato l’obiettivo della manifestazione, parlando di un “assedio” pacifico alle forze dell’ordine che presidiano dalle alture la conca della Maddalena di Chiomonte, anzichè della riconquista di cui parlava anche nella video intervista di Bruno Andolfatto visibile in questo sito. Una evidente “diminutio” rispetto alle dichiarazioni dei giorni precedenti.
Da giovedì 30 giugno, però, campeggiano sui muri della valle manifesti che alzano (e di molto) altri tipi di toni, mettendo l’accento su un tema molto forte: la morte (avvenuta a Venaria, in cintura di Torino e fuori dalla Valle di Susa) di una signora investita accidentalmente (il manifesto in qualche modo lo dice) da un mezzo delle forze dell’ordine, che secondo il movimento era “diretto a Chiomonte”. Il manifesto titola “I cantieri della Tav fanno il primo morto” scrivendo come sottotitolo “No Tav no militarizzazione” e non esita nel lungo testo di spiegazione a usare parole molto dure e aggressive verso le forze dell’ordine. L’accostamento non è tra fatti direttamente collegati, ma questo manifesto “irrompe” in Valle a meno di due giorni dal raduno nazionale autoconvocato a Chiomonte.
Domenica si parla sui siti No Tav di pi๠cortei diretti a Chiomonte (fin dove si spingeranno non è stato detto), che dopo aver fatto base all’autoporto di Susa partiranno da Exilles (a questo parteciperanno gli amministratori dei comuni valsusini), Giaglione e forse anche da Chiomonte. Bandiera No Tav Il manifesto che attacca le forze dell'ordine