Dopo i fatti di Coldimosso di ieri, mercoledì 17, la tensione si è spostata allo svincolo autostradale di Chianocco Momenti di tensione mercoledì 17 febbraio presso il nodo autostradale di Chianocco. Dopo i fatti di Coldimosso avvenuti poco prima (tafferugli dopo le 19 tra comitati e polizia, con alcuni feriti tra i manifestanti e le forze dell’ordine), in serata diverse centinaia di persone hanno bloccato
l’A32 a Chianocco e gli svincoli delle statali 24 e 25. Verso le dieci il mondo variopinto del movimento, composto da famiglie, anziani, giovani dei centri sociali, si raduna tra Chianocco e San Giorio. Circolazione paralizzata per alcune ore, con tir e auto ferme sull’A32 e nei due sensi lungo le due Statali che convergono sul nodo autostradale. La sera alle 11, nel buio della notte, i clacson segnalano la rabbia degli automobilisti in colonna. Gli autotreni che riempiono con la loro mole gli svincoli sembrano giganti addormentati e pazienti, in attesa che la situazione si sblocchi. Sull’A32 in direzione Susa arde un falò di protesta al centro delle corsie. La gente del movimento, tesa per gli avvenimenti della serata, vuole dimostrare il proprio disaccordo.
Se alla rotonda sulla SS25 tutto è bloccato, ma tranquillo, allo svincolo sulla SS24 la situazione è davvero tesa. Un fronte compatto di persone, fra cui anche antagonisti, fanno muro di fronte ai pulmini di Carabinieri e Polizia. Il confronto è duro, i manifestanti non vogliono lasciar passare la colonna delle forze di polizia, ma a parte qualche coro non ci sono gesti inconsulti. L’unica a passare è l’ambulanza che trasporta un giovane ferito negli scontri delle 19. Alla fine, dopo una mediazione, i funzionari di pubblica sicurezza trovano un accordo per poter girare i mezzi e ripiegare, ritornando verso Susa. I carabinieri sono schierati con gli scudi per poter agevolare la manovra dei mezzi, stretti tra i tir in colonna e i guard-rail. Girato l’ultimo cellulare, su cui i manifestanti battono vigorose manate, la tensione si alza improvvisamente. Le forze di polizia sono bersagliate dal lancio di palle di neve, ma non reagiscono, salvo lanciare diversi lacrimogeni per coprire il ripiegamento e salire sui furgoni in partenza. Giovani dei centri sociali, diverse decine, si dirigono verso l’ultimo furgone (ma la colonna non procede forse a causa di veicoli parcheggiati pi๠avanti) e iniziano a bersagliarlo di colpi e pugni, a un certo punto usando anche i sassi bianchi, grandi come un uovo, che ricoprono le aiuole delle svincolo. Tra le urla della gente del movimento “Abbiamo ottenuto quel che volevamo, lasciateli stare”, “No pietre, non lanciatele”, i sassi si diradano. I carabinieri tentano allora un’improvvisa sortita di alleggerimento per disperdere il gruppo avanzato di manifestanti, ma ripiegano a causa del grandinare di sassi, mentre i camionisti dai loro Tir incolonnati lì a fianco assistono attoniti alla scena. Ancora urla dalla gente per far cessare il lancio di sassi, poi la colonna riesce a partire. Tra manifestanti e giovani dei centri sociali si levano forti diverbi circa l’accaduto. Partite le forze dell’ordine, verso mezzanotte e mezza i manifestanti lasciano man mano la zona e il traffico riprende, mentre sull’A32 si lavora per ripristinare la circolazione. scontri chianocco Il blocco dei manifestanti