La nota di commento al SIR dopo i fatti della Maddalena di domenica 3 luglio. La prima vittima della brutale violenza è stata la gente
Che amarezza, domenica 3 luglio, sentire e vedere su tutti i telegiornali le notizie via via sempre pi๠drammatiche sui fatti di Chiomonte, con una vera e propria guerriglia che ha lasciato sul “campo” di un’assurda battaglia decine di feriti, per lo pi๠tra le Forze dell’Ordine. Che brutta cartolina è stata spedita dalla Val di Susa a tutta l’Italia!
Facciamo, allora, nostre le parole del presidente della Repubblica che parla di “inaudite azioni aggressive” contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge. E non possiamo che obbedire ai vescovi del Piemonte impegnandoci davvero ad “isolare” tutti coloro che cercano solo la violenza. E in troppi, domenica alla “Maddalena” di Chiomonte, erano “falsi marciatori”: lì non per esprimere un legittimo dissenso all’opera, ma per creare una tensione. Per la guerriglia.
Che danno morale al “popolo no Tav” della Valle di Susa. Di colpo tutte le luci si sono accese sugli scontri e pi๠nessuno ha visto o ha pensato alle migliaia di persone che nella mattinata di domenica avevano “marciato” pacificamente per dire il loro democratico “no” alla Tav.
Ne esce con le ossa rotte anche la classe politica valsusina, il “partito” dei sindaci che finora aveva guidato le grandi marce “no Tav”. Altri (i violenti) gli hanno rubato la scena. Alla fine così i pi๠diranno: la Val Susa è una terra violenta. Ma non è così. Ma che c’entra questa nostra valle con i “black bloc”? Occorre reagire.

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