La famiglia del giovane prematuramente scomparso chiama, ed il paese e gli amici rispondono. I momenti dell’incontro, con i canti del coro Europa Cantat di Reano e del soprano bussolenese Irene Favro. BUSSOLENO- Sarà ghiotto e fecondo il futuro, per i bambini del piccolo villaggio di Tohouédéhoué, nel Togo subsahariano, e come ha potuto il loro destino intrecciarsi con quello di Francesco Cirillo, giovane studente bussolenese, appena 19 anni, tragicamente scomparso lo scorso 14 marzo?
A questa domanda si è tentato di dare una risposta sabato 4 ottobre, per
l’appunto il giorno di San Francesco, dalle 20.45, in chiesa parrocchiale. I
genitori del giovane, Ciro Cirillo ed Anna Maria Vighetto, con la nonna ed insieme
ad un gruppo di loro amici, hanno infatti organizzato una serata non soltanto
per ricordare e riflettere, ma anche per lanciare un progetto di solidarietà
con l’Africa. ”…come un sorriso tu sei…”, questo il titolo scelto per
l’appuntamento, ha richiamato sui banchi di Santa Maria Assunta una grande
folla, composta da parenti ed amici di Francesco e della sua famiglia, colleghi
di lavoro dell’ospedale di Susa, e poi tanti altri, tra cui molti appartenenti
ad associazioni come Agesci e Masci, e cioè gli scout, di cui sia Francesco che
suo papà hanno fatto parte. La serata è stata presentata da Alessandra Brezzo e
Luca Guglielmetto, che subito hanno dato la parola, in senso letterale, alle
voci del coro Europa Cantat di Reano, diretto dal maestro Arturo Giolitti. I
cantori, uomini e donne, hanno davvero segregato gli intervenuti in un mondo a
parte, quasi onirico, dove i canti tradizionali di più paesi, dodici in tutto,
riuscivano nell’intento di fondersi praticamente in un’unica litania estatica
ed intensa. Dalla Francia all’Inghilterra, dal Piemonte alla Slovenia, non
disdegnando di puntare su Malta e Irlanda, il coro ha saputo toccare tutte le
corde più delicate del cuore, spingendo molti alla commozione. Un grande
applauso ha chiuso la prima parte, impreziosita poi da un fuori programma che
ha stemperato la lieve cappa di nostalgia che si era andata formando, e che,
attraverso l’esecuzione di ”O sole mio”, in omaggio alla napoletanità di Ciro,
ha dato l’opportunità a tutti di liberare l’entusiasmo e la lieve tensione
battendo a lungo le mani ai bravi interpreti. Intanto, mentre il coro proponeva
i suoi canti, su di uno schermo a lato dell’altare andavano proiettate immagini
del Togo, lo stato africano che da poco è stato visitato dai genitori di
Francesco, che sono, nella vita professionale, un medico ed un tecnico di
laboratorio analisi. I presentatori hanno poi dato la parola proprio a loro,
cioè ad Anna e Ciro. Anna, introdotta dal marito, solitamente schiva e
riservata, ha spiegato con parole chiare quanto s’intende fare per onorare la
memoria di Francesco. Entrati in contatto con la realtà del piccolo villaggio
del Togo attraverso un’associazione onlus di Buttigliera Alta, Anna e Ciro
hanno devoluto all’orfanotrofio, alla scuola collegata ed al piccolo centro
sanitario da poco attivo, la cifra raccolta ricordando Francesco. Ora vi
operano un medico, due infermiere, e presto si unirà a questi anche un tecnico
di laboratorio. Ciò che interessa ora è dare vita a corsi di igiene e di
pianificazione familiare per gli abitanti dei villaggi della zona, che si trovano
a poco meno di cento chilometri dalla capitale, Lomè, attraverso programmi di
prevenzione e cura della malaria, autentica spina nel fianco di questa
popolazione, e combattere efficacemente le parassitosi intestinali ed altre
malattie, causate principalmente dalla denutrizione, e che colpiscono maggiormente
i bambini. Nel villaggio oggetto dell’intervento di solidarietà, i piccoli
ospiti superano il numero di duecento, e pertanto il lavoro da fare è tanto.
Adesso, hanno spiegato Anna e Ciro, s’intende sostenere l’iniziativa di padre
Philippe,il sacerdote che ha dato vita al centro, e le strutture connesse,
anche dal punto di vista prettamente edilizio, senza dimenticare la copertura
del salario del personale che lì opera. Ospite d’onore, invitato a parlare in
rapida successione, il conte Fabio Sonci Scarpi, vice console del Togo a
Torino, che ha detto il suo grazie ”a questi nostri nuovi amici” a nome dei
togolesi, popolo africano di cui ha voluto tratteggiare il carattere
distintivo, quella bontà d’animo esemplificata dallo sguardo chiaro e pulito
che si può cogliere su ogni volto. La toccante serata è stata chiusa dalla
giovane e bravissima soprano bussolenese Irene Favro, che, accompagnata
all’organo da Paolo Fiamingo, ha regalato ai partecipanti sei ulteriori momenti
di musica davvero leggiadra ed emozionante, passando dal ”Dolce sentire” di
Ortolani ad arie di Mozart e Purcell, passando per la nota Moon River di Mercer
e Mancini, chiudendo la sua esibizione con il ”Vocalizzo” sulla  musica cinematografica di Ennio Morricone.
Dopo le parole di saluto dell’arciprete don Pierluigi Cordola, che ha insistito
su temi molto forti come la ricerca della serenità e della gioia, la chiusa
definitiva è stata affidata agli scout di ogni età, che, saliti attorno
all’altare, hanno cantato ancora ”Tu sei”, canto scelto pensando appositamente
a Francesco. Gli amici di Anna e Ciro, prima del commiato, hanno ancora voluto
rimarcare che esiste anche un conto corrente bancario, a disposizione di
chiunque volesse partecipare a questo progetto di solidarietà verso il Togo, nel
nome di Francesco, le cui coordinate sono queste: Unicredit Banca, Iban: IT 83
C 022008 31060 0000 40569235. Verrebbe da chiudere con la frase di un altro
canto, che spesso intonano gli scout, e che in qualche modo ci lega tutti a
Francesco Cirillo: ”una nuova vita da qui è partita e mai più si fermerà”. La famiglia di Francesco Cirillo (Anna Maria Vighetto e Ciro Cirillo) con l'arciprete don Pier Luigi Cordola Il coro Europa Cantat di Reano La soprano Irene Favro Il viceconsole del Togo, Sonci Scarpi La parrocchiale di Bussoleno gremita per la serata in ricordo del giovane Francesco