L’Unione Europea taglia 9 milioni di euro e detta le condizioni per non “perdere” altri 662 milioni TORINO-LIONE in ritardo? Sì, e non solo. Adesso è anche a … rischio. La notizia, temuta dagli ambienti favorevoli alla tav e auspicata da quelli contrari, è arrivata da Bruxelles nelle prime ore del pomeriggio di mercoledì 27 ottobre. La scure della Ue si abbatte sulla linea ad alta velocità  : capacità  Torino-Lione con tagli quantificati in 9 milioni di euro ai finanziamenti Ue già  previsti.

Non solo, l’Unione Europea proroga i termini di versamento della cifra rimanente al 2015. Con una condizione: i fondi verranno erogati solo se entro la fine dell’anno verrà  siglato un nuovo accordo tra Francia e Italia sull’opera, se la società  Ltf riceverà  mandato di agire, e soprattutto se i lavori per la realizzazione del tunnel esplorativo della Maddalena cominceranno entro i primi mesi del 2011. Altrimenti… ciccia, nisba, cucà¹: i soldi non ci sono pià¹

Sono queste le conclusioni della valutazione fatta da parte della Commissione europea sull’avanzamento del progetto della linea ad alta velocita’ Torino-Lione.
Nel mirino della commissione i ritardi sul processo decisionale e sull’avvio della Tav in valle di Susa. E’ questa la causa principale per cui Bruxelles ha deciso di tagliare in ogni caso 9,18 milioni di euro sui 671,8 inizialmente previsti. L’erogazione dei restanti finanziamenti, pari a 662,620 milioni, è invece stata prorogata di due anni, ossia sino al 2015, rispetto ai tempi originariamente previsti. Attenzione poi. La Ue dice a Italia e Francia che se non faranno i bravi, se cioè non rispettare anno alcune condizioni i tagli potranno essere ben pi๠significativi.

Ecco le condizioni.
Punto uno: la firma entro la fine dell’anno di un nuovo trattato bilaterale Italia-Francia per aggiornare la prima intesa siglata nel 2001 sulla realizzazione dell’opera.
Punto due. La Società  Lyon Turin Ferroviaire (Ltf), che si occupa della parte comune del
progetto, deve ottenere, sempre entro la fine dell’anno, un mandato chiaro per operare.
Punto tre . I lavori del tunnel esplorativo della Maddalena devono cominciare “entro i primi mesi del 2011”
Se queste condizioni non dovessero essere rispettate, allora la scure dei tagli si abbatterebbe con una mano ben pi๠pesante sui finanziamenti al momento previsti. La decisione di massima di
prorogare l’erogazione degli importi sino al 2015 rientra nell’approccio generale adottato dall’esecutivo Ue per molte opere considerate strategiche, ma che hanno subito dei ritardi a causa anche della crisi economica che ha colpito l’Europa.

La valutazione del progetto della Tav rientra nell’analisi di metà  percorso compiuta dalla Commissione Ue su 92 progetti infrastrutturali paneuropei la cui realizzazione è ritenuta
prioritaria, e che rientrano nel programma Ue Rte-T per il periodo 2007-2013. L’obiettivo è che i fondi europei siano utilizzati in maniera adeguata e non restino inutilizzati.

Dei 92 progetti presi in esame, però , solo poco pi๠della meta’ (52,2%) dovrebbe essere portato a termine entro il 2013 come originariamente previsto. La sorte dell’altra metà  dei progetti che
non riusciranno ad essere completati entro il 2013 e’ stabilita dalla logica decisa da Bruxelles del “o si utilizzano o si perdono i fondi”.
Dato il contesto eccezionale di crisi economica e finanziaria che ha colpito i bilanci pubblici di tutti i paesi Ue, la Commissione ha deciso di concedere una proroga straordinaria di due anni, quindi sino al 2015, per quei progetti rimasti incompiuti come la Tav ma ritenuti da Bruxelles “ancora credibili” in termini di struttura, finanziamento e realizzazione.

Il denaro Ue “recuperato” dai progetti in ritardo o da quelli cancellati (5 su 92), pari a 311 milioni di euro complessivi, sarà  reso di nuovo disponibile e riassegnato in base a nuovi bandi per la
realizzazione di altre opere che saranno pubblicati tra il 2011 e il 2012 Descrizione dell'allegato