L’Acqua, ricicliamola in famiglia Oro blu, così è stata definita tante volte l’acqua, ed è un riconoscimento della sua importanza. viviamo in un mondo circondato da oceani, quindi potremmo essere indotti a pensare che questa sia infinita. In realtà  così non è. Intanto perchè l’acqua “dolce” è presente in natura in misura assai inferiore a quella “salata” presente negli oceani, e poi con anche a causa dell’industrializzazione, ne consumiamo sempre di pià¹, in quantità  mostruose. Consumarla non vuol dire che la distruggiamo ma semplicemente che la trasformiamo, anche solo inquinandola.
Ma cosa possiamo fare nel nostro piccolo, a livello casalingo, non per risolvere quanto per migliorare un po’ questa situazione?
Intanto dobbiamo provare a pensare quanta acqua ognuno di noi consuma giornalmente. Lasciamo stare industrie e cose simili, guardiamoci soltanto in casa. Saremmo indotti a pensare che sia poca cosa, e invece potremmo avere delle sorprese.
Come si può dedurre dal disegno a fianco, possiamo utilizzare come riserva di acqua sia quella pluviale, raccogliendo gli scarichi delle grondaie che quella di recupero da alcune delle operazioni casalinghe. Vediamo al dettaglio.
La pioggia si può raccogliere, filtrare dagli elementi pi๠grossolani, foglie e simili, e stoccare in una cisterna interrata, dotata di sfogo aria e troppo pieno. Qui può arrivare anche acqua da un eventuale ruscello o canale (acque bianche).
Gli scarichi delle acque grigie si possono altresì raccogliere, quindi liquidi da lavaggi e igiene personale. In questo caso però si dovranno filtrare i componenti detersivi. Tutte queste acque confluiranno nella cisterna, dove una pompa potrà  aspirarle alla richiesta.
Da questo serbatoio si potrà  pompare direttamente per l’irrigazione dell’orto o del giardino, invece, per utilizzare l’acqua per lavatrici o sciacquoni dei WC è necessario filtrarla ulteriormente ed in questo caso si utilizzarà  un depuratore batterico, sulla falsariga di quelli degli acquedotti pubblici anche se in scala ridotta.
Negli acquedotti, generalmente, il gestore attua dei sistemi di potabilizzazione nei punti di partenza degli impianti stessi che consistono in processi di tipo chimico con l’uso di sostanze generalmente a base di cloro o con l’uso di sistemi di trattamento con lampade a raggi ultravioletti che hanno la proprietà  di distruggere l’eventuale flora batterica presente.
In un sistema di recupero e ricircolo “casalingo” dovremo comunque usare alcuni dispositivi simili, di dimensioni ridotte, per depurare l’acqua a seconda dell’uso che ne vogliamo fare.
In conclusione, un modesto sistema di ricircolo, applicabile sia ad una villetta che ad un condominio, con le dovute accortezze, potremmo risparmiare una quantità  veramente grande di quel bene prezioso che è l’acqua.
Da una parte sarebbe un grosso risparmio economico, dall’altra un beneficio per tutta la comunità . se si partisse da questa concezione sarebbe pi๠facile pensare poi questi sistemi anche pi๠in grande.
Non bisogna essere un paese del terzo mondo dove una fontana o un pozzo sono miniere d’oro per capire che la nostra situazione è di eccellenza, ma che non dobbiamo permetterci eccessivi sprechi perchè potrebbe cambiare.
Oggi non ci sono ancora obblighi ma non è strano pensare che oltre ai rifiuti differenziati dovremo ragionare anche in termini di acqua differenziata.