Tragica fatalità per Gaby Sara Poma Sotelo: lascia il marito Giovanni e il piccolo Diego di soli dieci mesi SUSA- Anche il cronista ha ancora il suo numero di cellulare memorizzato, perché Gaby era un’amica, oltre ad essere anche moglie di un amico. E mamma di Diego, appena dieci mesi, che corre nel girello per tutta l’ampiezza della casa di via Palazzo di Città 48, una casa accogliente e calda, almeno fino a che la tragedia non vi è calata sopra come un macigno. Perché Gaby Sara Poma Sotelo non c’è più, è volata inspiegabilmente in cielo nella notte tra domenica 26 e lunedì 27, ad appena 35 anni, gettando nel dolore la sua numerosa famiglia italiana, ed anche i suoi cari nel Perù, suo paese d’origine. Gaby era nel nostro paese dal ’95, una ragazza solare, conosciuta e benvoluta da tutti, anche grazie alla sua sensibilità nel farsi prossima agli altri, in particolare attraverso la sua attività di badante, protrattasi per circa una decina d’anni. Nel 2006, poi, il tanto sognato matrimonio con l’amore della sua vita, Giovanni Mantuano, 40 anni, lavoratore delle Poste. Si trattava del coronamento di un progetto di vita insieme tra due persone buone, perché anche Giovanni, generoso nella vita come sul campo quando giocava a calcio nell’Ites Susa, sapeva essere all’altezza di una donna tanto speciale. Una vita che s’era arricchita per la gioia della nascita del piccolo Diego, e che ora è stata talvolta dalla tragedia, dall’incredulità a dal dolore, cui si unisce anche quella la rabbia impotente provocata dal leggere su tutti i giornali i contorni di un dolore che si vorrebbe più circoscritto, privato. La casa di Gaby e Giovanni è invasa dai parenti, che s’affannano per rendersi utili in questo tristissimo momento. ”Non ce l’abbiamo con l’ospedale, né con altri- affermano- ma ci sembra che nel prestare soccorso a Gaby si siano registrate una serie di leggerezze che non l’hanno certamente aiutata a uscir indenne dalla crisi che l’ha colpita”. Gaby infatti soffriva di problemi alla tiroide e prende va uno specifico farmaco, che su controllo del medico, le era stato graduato anche durante la gravidanza. ”Da una decina di giorni, -ricorda il marito Giovanni, si sentiva però più stanca, ed anche salire le scale le costava fatica”. Sabato sera 25 ottobre Gaby è colta da malore e sviene. E’ circa la mezzanotte ed i suoi famigliari chiamano l’ambulanza del 118 che la trasporta al Pronto soccorso di Susa per gli esami del caso. Apparentemente, i sanitari non riscontrano nulla di eccessivamente preoccupante, almeno a sentire il racconto dei parenti. Così, viene dimessa poco dopo, ripresi sensi e lucidità. ”Non ci siamo neanche accorti che aveva firmato i fogli per le dimissioni volontarie, -affermano i parenti- ed abbiamo letto dopo sui giornali che i medici volevano sottoporla ad altri esami ad ore di distanza…Però, sul momento, lì in ospedale nessuno ci ha detto nulla”. Così Gaby torna a casa allatta Diego e tutto sembra rientrare nella normalità, e la famiglia trascorre la domenica in completo riposo. Poi, alle 23.30 circa, Gaby veniva colta da un secondo, più violento attacco. Il marito Giovanni era sceso per depositare i rifiuti ma subito è dovuto risalire, richiamato dalla cognata. Avvertito subito il 118, il personale paramedico di base giunge nell’abitazione di via Palazzo di Città, unitamente ad una pattuglia dei carabinieri di Susa, ”ma Gaby non riprende conoscenza, necessita di un medico e così si avverte l’ambulanza che arriva comunque qualche minuto dopo. All’ospedale hanno poi fatto di tutto per salvarla, ma purtroppo ogni tentativo è stato vano”, commenta il marito. Così, Gaby cessa di vivere per un improvviso arresto cardiaco, di cui le cause restano ancor oscure. Adesso, la magistratura ha comunque aperto un’inchiesta per accertare i motivi precisi di questa apparentemente inspiegabile morte, come avviene solitamente in casi tragici come questo. Nella giornata di ieri, mercoledì 29, ha avuto luogo l’autopsia. Così, ancora non è stato possibile disporre per i funerali, ed al dolore s’unisce un’attesa angosciante. La città intera è rimasta profondamente colpita da questa repentina scomparsa di una mamma giovane, brava e simpatica, capace di elargire sorrisi ed una buona parola a tutti, piena di quella carica umana tipica dei sudamericani, grazie alla quale era riuscita a fare breccia nei cuori di tante persone, che intanto si stanno mobilitando per essere vicini alla famiglia. Così, spontaneamente, sta per partire anche una raccolta di offerte per essere vicini concretamente a Giovanni ed al piccolo Diego, attraverso l’iniziativa avviata da due amiche di Gaby, Federica e Maria (per informazioni, telefonare ai numeri 339/3004734 e 346/0090454). Si è spento un sole, in una famiglia di Susa. Resta una stella, piccola, ma che può e deve crescere nel modo più sereno possibile: Diego. E stare vicini a lui ed al suo papà sarà il modo migliore di ricordare Gaby. Scarica il file cliccando su questo link