Almese, Avigliana e Caselette promuovono insieme l’archelogia Un’azione integrata e coordinata, un protocollo d’intesa per azioni mirate ed efficaci. E’ il lavoro sviluppato dalle amministrazioni comunali di Almese, Caselette ed Avigliana che intendono promiuovere i siti archeologici della bassa valle di Susa.

Le ville romane di Almese e Caselette, e la “Statio ad fines” di Avigliana, gli oggetti interessati alla valorizzazione. Un’iniziativa strategica che supplisce alle carenze finanziarie dedicate alla cultura e che viene lodata dalla Soprintendenza, supervisore ufficiale delle azioni messe in programma.

La giornata di archeologia a porte aperte del 12 settembre dello scorso anno ha fatto capire agli amministratori che questa era una strada da percorrere. Con tutte le difficoltà  del caso, come hanno spiegato i primi cittadini dei tre comuni, i quali però ritengono che lo sforzo economico possa permettere di recuperare l’identità  storica dei tre comuni per valorizzare i siti dal punto di vista turistico.

“I tempi sono duri per investire in cultura – dichiara il sindaco di Almese Bruno Gonella – ma questa sinergia ci aiuterà  ad avere impatti minimi sulle spese”.
Dello stesso avviso il primo cittadino di Caselette Sandro Dogliotti: “Vogliamo valorizzare il nostro territorio affinché si conoscano tutte le potenzialità , non solo quelle già  note al pubblico come il Castello del Conte Cays”.
Il sindaco di Avigliana Carlo Mattioli rilancia l’aspetto identitario del progetto: “E’ importante conoscere e conservare i nostri beni ancor prima di venderli agli eventuali utenti”.

Tra l’altro i tre siti si inseriscono lungo il percorso ciclabile; all’aspetto storico verrebbe quindi valorizzato anche quello naturalistico.
La stessa Soprintendenza, con relazione dell’archeologo e direttore Federico Barello, aveva prospettato nell’ottobre 2005 la messa in rete dei siti archeologici della bassa valle di Susa, che potrebbe trovare un perno rilevante, dal punto di vista geografico e dei contenuti, nel centro visitatori collocato in località  Malano di Avigliana.

Il punto di forza del progetto dei tre Comuni sta proprio nel proporre l’edificio situato nella borgata aviglianese quale punto didattico-museale per la presentazione dell’archeologia nella bassa valle di Susa.
Un intervento ingente, come spiegato dal sindaco Mattioli e dall’assessore Brunatti, unanimemente concordi nel credere che il centro di Malano potrà  diventare un polmone alternativo per il rilancio economico e turistico della cittadina.

Dalla primavera 2011 e fino all’effettiva apertura del centro didattico-museale i Comuni di Almese e Caselette predisporranno una calendarizzazione di visite guidate, che permetta la fruizione continuativa delle ville romane oltre al prossimo appuntamento straordinario dell’11 settembre.
A questo scopo sugli esercizi finanziari 2011 e 2012 l’amministrazione comunale di Almese si impegna a prevedere la spesa annuale di 2.000 euro e quella di Caselette la spesa di 1.000 euro. Gli assessori e consiglieri competenti dei tre comuni, D’Alessandro per Almese, Brunatti per Avigliana e Banchieri per Caselette parlano di azioni contenute ma concrete, obiettivi politici nonché progetti efficaci da proporre anche alle fasce giovanili del territorio.

Anna Olivero villa romana