Partiti i lavori, accoglierà  bimbi e mamme in difficoltà  Se ne parlava già  da tempo. I progetti sulla carta erano pronti, bastava solo l’esecutivo.
Ed ecco che da alcuni giorni sono iniziati i lavori per la trasformazione in casa di accoglienza della villa al numero 4 di via Viglianis, ad Almese, risalente alla fine dell’800, donata qualche anno fa da Lisa Bertolo, “Tota Lisa”, alla Congregazione delle Piccole Serve fondata dalla beata Anna Michelotti.

Mercoledì 16 febbraio nell’ufficio del sindaco Bruno Gonella i protagonisti dell’iniziativa si sono riuniti per sancire l’operazione, e dare in gestione la struttura alla Csda, Cooperativa sociale di assistenza di Avigliana, che la gestirà .
Erano presenti oltre alle suore e alla cooperativa, il Comune col primo cittadino e l’assessore alle politiche sociali Piero Genovese, il direttore del Consorzio socioassistenziale valsusino Anna Blais, don Ettore Ghiano, già  Pievano di Almese e il geometra Vita Capodiferro, che ha firmato il progetto con l’architetto Alfredo Balmativola.

La villa di via Viglianis si svilupperà  su una superficie di circa 450 metri quadri; al suo interno nascerà  una casa famiglia che accoglierà  i minori in difficoltà  che devono essere allontanati, anche temporaneamente, dal loro nucleo famigliare, due alloggi destinati a persone disabili e a mamme con bambini.

Infine verrà  creato un baby : parking, un servizio socio-educativo-ricreativo che accoglie minori non in età  di scuola dell’obbligo. Costo dell’intervento, un milione di euro. La fine dei lavori è prevista tra un anno e mezzo.
E’ una storia che parte da lontano, spiega Piero Genovese.

“Quattro anni fa le suore della Congregazione ci comunicarono la loro volontà  di destinare l’immobile a fini sociali e, insieme al Consorzio socioassistenziale valsusino, abbiamo individuato i servizi pi๠utili per il territorio, che non trovavano una soddisfazione. Li abbiamo poi proposti alla Congregazione che li ha accettati”.
Per la Congregazione si tratta di un’operazione pensata nel solco dell’impegno a favore dei poveri e dei disagiati, a cui è votata la loro specifica vocazione.
“Siamo liete di poter promuovere questo intervento, che lascerà  una traccia proprio nel paese natio della fondatrice, e ringraziamo l’amministrazione comunale per l’idea e la collaborazione per realizzarla”, spiegano le suore.
E’ la medesima soddisfazione del Comune, dice il sindaco. “Abbiamo raggiunto insieme un risultato importante e ringraziamo la Congregazione delle Piccole Serve e don Ettore per aver saputo cogliere e far proprie le esigenze reali del territorio con un intervento che tocca tasti sensibili non solo ad Almese ma in tutta la valle di Susa. Per l’amministrazione comunale è un’occasione per aggiungere un altro tassello al già  vasto mosaico dell’offerta di servizi a favore dei soggetti pi๠deboli”.
“In un momento in cui è difficile trovare delle risorse per finanziare le politiche sociali, siamo molto soddisfatti per questa sinergia che ha dato risultati innovativi e confidiamo sia un seme che possa germogliare – aggiunge Genovese : siamo certi che la comunità  almesina vorrà  bene a questa nuova struttura”. Il Pievano, che da quando ha lasciato l’incarico vive nella Casa di Riposo almesina, parla pi๠col volto che con le parole e aggiunge semplicemente: “Era tanto tempo che aspettavo questo momento”. I primi lavori. L’importo dell’intervento è di un milione di euro