Reportage dal paesino della Val Cenischia dove sono preoccupati per le sorgenti d’acqua Se c’è un paese letteralmente “preso in mezzo” dalla questione Tav, più che Chiomonte, la cui frazione Maddalena è assai distante e nascosta dall’abitato, questo è Giaglione.

Ed infatti, in mezzo alle case e tra le vie strette del paese esposto al sole si snodano i cortei delle varie marce, forti di centinaia e spesso migliaia di persone, a Giaglione si parcheggiano molte auto, ed in frazione san Giuseppe, nei pressi del ristorante da Genio, ha trovato anche posto il presidio No Tav, che dista pochi metri dalle scuole. Ultimamente, ed è notizia di questi ultimi giorni, il sindaco Ezio Paini è stato espulso dal suo partito, Rifondazione Comunista, perché ha scritto un’ordinanza chiedendo una verifica su un possibile abuso edilizio, inerente appunto la casetta costituita da assi di legno e da lamiera. Il sindaco aveva pazientato per qualche mese, poi ha scritto al cittadino che ha il comodato d’uso del terreno per saperne di più. Da lì, la questione è diventata un “caso” politico, perché Rifondazione, attraverso il segretario provinciale Ezio Locatelli, gli ha fatto sapere che ogni atto o provvedimento che possa limitare l’attività del movimento No Tav è incompatibile con l’appartenenza al partito.

Ma Paini ha scelto di non derogare dai suoi doveri istituzionali, e dunque dal rispetto della legalità. Ed è stato espulso. Il fatto è che il sindaco ha dato ascolto alle lamentele di alcuni cittadini giaglionesi, ed anche ai genitori dei bambini che frequentano le scuole poco distanti, preoccupati perché, nella zona, “circola gente che fa davvero paura”. Ovvio che si parli anche degli aderenti alle attività organizzate dal movimento No Tav, e che giungono qui un po’ da tutta Italia, si mischiano alla gente del paese e naturalmente non tutti sono contenti. La questione, così com’è, è di facile strumentalizzazione per entrambe le scuole di pensiero, i favorevoli ed i contrari al Tav. Paini ha scritto una durissima lettera di risposta al segretario nazionale del partito, Paolo Ferrero: “Apprendo con stupore della mia radiazione dai mezzi di informazione…Prendo atto con marcato rammarico delle motivazioni che ti hanno indotto ad un tale sconsiderata scelta…In conclusione, posso solo augurarti che un giorno tu abbia vergogna di questa sciagurata scelta, per quanto mi riguarda, mi posizionerò sulla sponda del famoso fiume ed attenderò pazientemente. Ti giunga l’espressione del mio profondo disgusto”.

Una missiva durissima, che ha subito scatenato ulteriori polemiche. E la gente di Giaglione appare spaccata, tra No Tav e Sì Tav, ma al tempo stesso unita nel patire disagi continui, pressioni psicologiche e tensioni varie. Pierpaolo Giors, classe ’56, macchinista ferroviere e spadonaro del gruppo storico locale, afferma: “Abito nella frazione San Lorenzo, proprio sulla strada per la Maddalena. Sono un convinto No Tav, e non mi danno alcun fastidio coloro che arrivano da fuori. Credo che queste azioni servano a sensibilizzare la popolazione sull’inutilità di quest’opera. Però convivo con vicini di casa che la pensano diversamente, e rifletto. Credo che la collocazione del presidio non sia stata logica…E’ servita soltanto a gettare benzina sul fuoco delle polemiche. C’era stata una raccolta di firme in precedenza che si opponeva, farlo ugualmente no ha certo favorito la serenità in paese”.

Antonella Ponte è un’insegnante della scuola dell’infanzia, a pochi passi dal presidio: “Abito a San Giovanni, un frazione che ad ogni minimo evento è immediatamente bloccata…Infatti abbiamo richiesto anche l’utilizzo di altre strade, tipo quella di San Rocco. Questa situazione su ripete dal giugno dello scorso anno, ed il traffico ed il transito di persone è quasi continuo, spesso anche la notte. Non voglio discriminare nessuno, non parlo di brutta gente, però il clima del paese è sempre più teso. I genitori dei bambini non sono felici del presidio, qualcuno ha anche dichiarato che non avrebbe più iscritto i figli, e per noi, scuola di montagna, questo rappresenta un grave problema. Sulla questione che ha riguardato il sindaco, sono solidale con lui. Non ha fatto che tutelare il rispetto della legalità, e lui è il sindaco di tutti”. Qui Giaglione, un paese diviso nelle opinioni, ma unito da disagi e tensioni.

Giorgio Brezzo Descrizione dell'allegato