Gita nell’unico paese delle valli che ha come sindaco un deputato. Turismo e natura in pole-position Ammirare il panorama da una terrazza, che corrisponde ad un intero, piccolo paese, in un plumbeo giorno di maggio, caratterizzato da continue secchiate di pioggia e greggi di nuvole basse, è una vera disdetta. Tuttavia, Valgioie, anche sotto una simile doccia, non nasconde le sue bellezze.

Dopo essere risaliti dalla strada della Sacra, proseguiamo per il Colle Braida, la borgata che apre il territorio del verdissimo comune della Val Sangone. Per chi ha visto il film, o letto il romanzo di Tolkien, “Il Signore degli Anelli”, Valgioie, già  nel nome, ricorda la Contea degli Hobbit, ridente porzione della “terra di mezzo”: anche i nomi delle sue borgate sanno già  di favola: dopo il Braida incontriamo, in ordine sparso, Bussone, Molino, Ruata Gioana, Tortorello, Chiodrero, Chiapero, Levrette, Modoprato, Brusino, Bagagera e Basinatto.

Dove potrebbe vivere Frodo Baggins? Avrebbe soltanto l’imbarazzo della scelta. Fiaba a parte, il luogo è incantevole, una sorta di balcone dotato di meravigliose piante e di fiori, che si snoda lungo i tornanti della strada tra le due valli e che s’affaccia sulla grande pianura dove si spalma l’abitato di Giaveno.

Tutte le borgate che attraversiamo possono vantare una splendida posizione, ed in un giorno di sole farebbero certamente una figura migliore. Ma non facciamoci scoraggiare dalla pioggia. Dopo avere apprezzato il colpo d’occhio offerto da queste contrade montane, e tenendo conto che il paese, nel suo sviluppo, passa dai 580 ai mille metri sul livello del mare, si può comprendere facilmente che Valgioie, dove ville e villette compaiono come funghi, abbia sviluppato negli anni un’interessante vocazione turistica.

Il suo autentico punto di forza è costituito dagli itinerari per le escursioni naturalistiche, che offrono lo spunto ad innumerevoli gite e passeggiate su sentieri approntati alla bisogna, nel cui ampio ventaglio campeggia anche il tratto del Sentiero dei Franchi.

Ma perché Valgioie? Questo nome ha una lunga storia, e vanta pi๠d’un tentativo d’interpretazione: già  detto Valocia, Valogia in lingua longobarda, si è parlato anche di un Vallis Judea, forse a causa di una comunità  ebraica perseguitata, che aveva trovato rifugio proprio su questi monti.

Il feudo, nel medioevo, è stato anche oggetto di una trattativa tra la famiglia Faydito ed i conti Savoia, con questi ultimi come vincitori. C’è anche chi pensa che il nome del paese derivi dalle Gaie, uccelli meglio noti come ghiandaie o gazze, che avevano eletto questo posto come loro nido ideale.
Infatti, il volatile fa bella mostra di sé sullo stemma comunale, bianco e nero in campo rosso.

Ma una voce popolare racconta che, nei tempi bui di guerra, mentre ovunque regnava il coprifuoco, qui, grazie alla posizione difficilmente raggiungibile, il popolo poteva intrattenersi con danze e divertimenti vari, ritagliandosi spicchi di gioia in questa valle, che ne avrebbe guadagnato così una denominazione “godereccia”: la valletta della gioia.

Un’ulteriore spiegazione antica vorrebbe invece il nome derivante da “gaudi”, poi evolutosi in gioie: un relitto lessicale che un tempo soleva indicare una pila di pietre adoperata per mostrare la strada ai viandanti. Gli abitanti, attualmente, sono circa ottocento, ed il comune, storicamente indipendente, nel ’28 era finito sotto la giurisdizione di Giaveno, per poi ricostituirsi autonomo nel ’57.

Tra i primi amministratori del nuovo corso, troviamo Pietro Felice Maritano e Domenico Amprino, che portano i due cognomi pi๠diffusi nella zona. Dal giugno del 2009 è primo cittadino nientemeno che Osvaldo Napoli, un animale politico di lungo corso cresciuto nella DC, già  sindaco ultradecennale di Giaveno, ed attualmente vice capogruppo del Popolo della Libertà  alla Camera dei Deputati, nonché vicepresidente nazionale dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani.

I maligni dicono che si sia fatto eleggere per avere sempre un seggio che s’affacci sulle valli (e quale meglio di Valgioie, che è già  un terrazzo?), promettendo in cambio contributi a pioggia sul paese, somiglianti agli scrosci di oggi.

Un’altra domanda sorge spontanea: con tutti i suoi impegni romani, si farà  mai vedere in paese? Napoli risponde in vivavoce dall’auto, mentre percorre proprio i tornanti che collegano Giaveno a Valgioie: “Il lunedì ed il venerdì sono a disposizioni dei cittadini…Dal mattino presto fino quasi all’ora di pranzo. Inizio già  alle sette, ad incontrare gente al bar a Giaveno, poi salgo su e continuo…Stamane avrò incontrato almeno una ventina di persone. Il paese ha vocazione turistica: il mio programma è semplice.

Oltre a garantire l’ambiente, risorsa principale, per l’estate dovremmo già  inaugurare la casa per anziani che renderà  la Braida pi๠accogliente, un progetto per cui sono riuscito ad ottenere ben 350 mila euro, che sommati ad altri 50 mila circa per la messa in sicurezza della scuola, fanno quattrocentomila: un finanziamento ragguardevole per un piccolo comune.

Per il futuro, la speranza, senza forzare la mano a nessuno, è che si possa potenziare la struttura alberghiera esistente, ma occorre un intervento importante da parte dei privati. Come pubblico siamo disposti a fare la nostra parte. Il mio obiettivo è poi anche quello di creare una nuova classe amministrativa nel paese, che già  esiste e manda segnali positivi, e senza il bisogno di avere un mastino al fianco che la stimoli e la controlli“.
E bravo l’Osvaldo.

Ed il piccolo regno di Napoli ha il suo cuore in borgata Chiodrero, dove nello stesso piccolo edificio troviamo la scuola elementare, il municipio, la pro loco e l’ambulatorio, e, poco pi๠avanti, la bella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista ed il bar “il Ritrovo”, un nome che dice tutto.

Poco sopra c’è il parcheggio, con l’elegante “Locanda” dall’altro lato della strada. Il punto di informazioni turistiche sorge invece in borgata Modoprato, alla località  “Fontanone”, aperto d’estate dalle 16 alle 18 il giovedì ed il sabato, e la domenica dalle 10 alle 12; nel periodo invernale, invece, tutto si trasferisce in biblioteca, in borgata Chiapero, il sabato dalle 16 alle 18, e la domenica dalle 10 alle 12.

Quali sono le attività  presenti in zona? L’economia del paese si basa da sempre sulle attività  agricole ed anche sull’allevamento, ma negli anni recenti, come detto, è cresciuto il mercato immobiliare e, di conseguenza, il turismo. Secondo una recente analisi e lettura del territorio, risulterebbero presenti a Valgioie diciassette imprese di vario genere.

Ma la vera peculiarità  del paese di Valgioie resta la natura: basta percorrere la strada che unisce Giaveno al suggestivo vallone percorso dal torrente Orbana, sotto il versante meridionale del monte Chiabergia: da molte parti di questo balcone naturale, è possibile ammirare i laghi morenici di Avigliana, la piana giavenese, le montagne dell’Orsiera.

Della serie: vedi Napoli e poi muori…
Ci correggiamo: vedi Valgioie e rivivi.

Giorgio Brezzo Valgioie Valgioie - Bar Osvaldo Napoli Valgioie Valgioie - panorama