Costruito l’acquedotto. Don Théogène, è tornato nella nostra diocesi per continuare il suo servizio “Misaotra anao, tompoko nohony rano madio izay, tena miasa sy ilaina tokoa eo amin’ny ziai nanay” (che vuol dire: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta”), vanno ora cantando gli abitanti del villaggio di Tsaratanana, in Madagascar, insieme al loro novello sacerdote, don Théogène, ordinato a Susa il 25 settembre scorso.

Come i nostri lettori sanno, dopo l’ordinazione don Théo è ritornato nella sua patria per un mese, portando in dono l’acquedotto, che per la prima volta ha fatto giungere l’acqua in mezzo alle case, dalla sorgente distante circa 2500 metri.

Le tubazioni e quanto altro era necessario per la sua realizzazione, è stato comprato nella capitale Antananarivo dal fratello ingegnere di don Théo e trasportato a Tsaratanana con un camion noleggiato, con un viaggio durato 24 ore.
Ora il nostro “don” è tornato a Condove e desidera ringraziare da queste pagine, a nome di tutta la sua comunità , la diocesi di Susa e tutti coloro che in diverse parrocchie hanno contribuito a realizzare questo dono.

Una grande festa : era facile immaginarlo : è stata fatta a Tsaratanana: una veglia di preghiera a cui sono seguiti canti e danze, in attesa della Messa che avrebbe celebrato don Théo il mattino seguente. Una messa durata due ore e mezza. Come mai così lunga? La loro messa non è diversa, perché la liturgia non consente stravaganze; piuttosto è arricchita da tanti canti e danze, forti espressioni di gioia e di lode per i doni del Signore.

La messa è un evento abbastanza raro, da quelle parti, anche se ogni domenica vi è nella comunità  un catechista che si è sottoposto a tre anni di formazione ed è stato abilitato a celebrare la Liturgia della Parola.
Poteva mancare un pranzo condiviso da tutta la comunità , per cementare ancora di pi๠l’unione dei cuori e delle forze? Certo che no. Ma qui la nostra curiosità  si accende: cos’avranno mangiato?

Un menu tanto semplice e ricco (certamente adatto alla circostanza, ma non usuale nella loro sobria economia): un bue e due maiali (per tutta la comunità , lo ricordiamo), accompagnati dall’immancabile riso.

Per don Théo sono state settimane di grazia, con la sua gente, a contatto quotidiano con i famigliari e con i presbiteri e le religiose del territorio, che ha incontrato in una concelebrazione di nove preti e un diacono a Mandritsara.

Ora, vincendo la nostalgia, don Théo si è rituffato nel servizio per la diocesi di Susa. Il dono del suo servizio è ben pi๠grande di un piccolo acquedotto.

A.L. l'acquedotto in fase di costruzione