Lo ha detto alla Camera il Capo della Polizia Antonio Manganelli: Con l’esproprio dei terreni a Chiomonte ci sarà un salto di qualità”. In Italia l’area anarco-insurrezionalista “minaccia di uccidere”. “Nel 2001 in Italia abbiamo battuto ogni record sul numero di manifestazioni pubbliche di ogni tipo (sindacale, occupazionale, per l’ambiente): ben 10.461 con un aumento del 42% rispetto agli anni precedenti.
In 187 manifestazioni (l’1,8% del totale) ci sono stati episodi di “effervescenza”, a cui le forze di polizia hanno reagito con piccole cariche di alleggerimento e, a volte, con cariche più …“muscolari”.”
A dirlo è Antonio Manganelli, mercoledì 22 febbraio durante l’audizione alla Commissione Affari Istituzionali della Camera dei Deputati

E in Val di Susa?

“Il territorio della valle di Susa – ha detto Manganelli – ha sempre respinto l’ipotesi di realizzazione di una nuova tratta ferroviaria. Quest’area è considerata già compromessa dalla presenza di due strade statali, dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia e dalla linea ferroviaria con la Francia esistente”.

Di più “Sappiamo che la Valle è storicamente un tradizionale terreno di espressioni antagoniste.Qui sono nati e vivono alcuni personaggi un tempo facenti capo a Prima Linea. E oggi abbiamo una presenza piuttosto stabile di personaggi di spicco dell’anarchia radicale e dell’autonomia operaia”.
Queste due combinazioni – l’esistenza di un’area antagonista piuttosto vivace e l’esistenza di una pregiudiziale opposizione alla nuova linea ferroviaria – “sono il segnale di una possibile continua vitalità del dissenso rispetto a chi invece pretende di realizzare l’opera”.

“Forze antisistema all’opera in Valle di Susa”

Così, in pochi anni, sostiene Manganelli, la valle di Susa è divenuta “una sorta di espressione generale antisistema”. Si era già visto a Venaus nel 2005, con gli incidenti” e di nuovo oggi, con “le mobilitazioni coincise con l’inizio delle opere di cantierizzazione: i sondaggi e il cunicolo esplorativo di Chiomonte”

Le proteste iniziate “nel maggio 2011 hanno avuto la regia dei leader del centro sociale Askatasuna di Torino e il contributo delle frange estreme dell’anarchia insurrezionale. Le giornate più critiche sono state a giugno e luglio dello scorso anno. Con 220 operatori della Polizia feriti. Ulteriori illegalità e picchi di tensione si sono verificati “con i ripetuti assalti, l’8 dicembre, all’area cantierizzata e con il blocco prolungato della circolazione veicolare sull’autostrada”.

Insomma, “il centro sociale Askatasuna e i referenti dell’insurrezionalismo anarchico piemontese sono i catalizzatori delle istanze antisistema” del mondo No Tav, anche se “non sono sempre tra loro in sintonia sulla linea strategica da seguire”.

“In questi giorni – dice Manganelli – assistiamo alla protesta nei confronti del Procuratore di Torino che ha avuto una linea molto dura nei confronti di a coloro che (in occasione delle manifestazioni dell’estate scorsa) sono stati identificati grazie alle telecamere presenti nella zona degli scontri. Sabato 18 c’è stata una manifestazione a Milano di “ricca solidarietà” nei confronti degli arrestati. E sabato giorno 25 ci sarà un’altra manifestazione, da Bussoleno a Susa, promossa dal coordinamento dei Comitati No Tav

Il peggio? Arriverà con l’esproprio dei terreni a Chiomonte

Ma tutto questo non è che “il prodromo delle prime azioni davvero invasive. Quelle cioè che tra qualche tempo porteranno agli espropri a Chiomonte. Fino ad ora abbiamo parlato genericamente della valle di Susa. Adesso invece si va ad espropriare ” i terreni che peraltro stati venduti a centinaia di acquirenti che hanno ciascuno comprato un metro quadro di terreno a testa”.

Ma cos’è quest’area antagonista?

Manganelli fa un passo indietro, “a luglio 2011, al G8 di Genova, quando si registrarono fortissimi contrasti e profonde spaccature, all’interno dell’area antagonista che, col tempo non si sono sanate, tanto che continua il dibattito “violenza- non violenza”, si manifestano posizioni antitetiche sui metodi di lotta (tra chi persegue e chi invece respinge il dialogo con le istituzioni) e sono presenti forti rivalità sulla leadership”.

Tutto questo mentre “è rimasta una forte carica di aggressività anti istituzionale” che si è manifestata anche a Roma nella manifestazione del 15 ottobre scorso che ha messo insieme sindacati di base, precari, disoccupati.

Le pratiche di guerriglia dell’area anarco-insurrezionalista “sono mutuate dal repertorio classico militare; ad esempio con l’uso di arieti e di catapulte. Mentre altre risalgono al repertorio rivoluzionario, come le “incursioni mordi e fuggi” dai cortei di protesta”

Per Manganelli occorre affrontare il “problema dell’anarco insurrezionalismo che, a differenza della mafia è molto più …”gentile” nei nostri confronti perché ci racconta quello che ha fatto e quel che farà. E adesso ci sta dicendo che sta per fare un salto di qualità (e si parla di assassinio); per questo dobbiamo fare qualcosa”

Minacciano addirittura uccidere? “Lo hanno scritto loro e noi lo abbiamo verificato – dice Manganelli – anche perché la Fai (Federazione Anarchica Italiana) ha aderito a un’organizzazione internazionale promossa in Grecia, un vero e proprio network cui hanno aderito anarchici di tutti i paesi europei. Ed è un’organizzazione internazionale che ha già ucciso. E c’è da aggiungere che,se finora gli anarchici italiani non hanno ucciso, è stato solo per caso”.
Bruno Andolfatto
Per vedere l’audizione alla Camera del Capo della Polizia
http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Archivio?IdEvento=4815&IdIntervento=2859 Il Capo della Polizia Antonio Manganelli