sbarcoArriveranno a metà febbraio i rifugiati ospiti nei comuni di Caprie, Almese, Avigliana e Vaie, 15 dei 14.000 accolti in tutta Italia.

Il progetto di accoglienza è stato presentato mercoledì 15 gennaio nella Sala Consiliare del Comune di Caprie con un incontro organizzato dall’Amministrazione e dalla Cooperativa Sociale ORSO, alla presenza di cittadini e rappresenti delle associazioni locali. “Spesso c’è diffidenza verso la diversità – ha commentato il Sindaco Torasso – invece deve esserci curiosità.Stiamo vivendo esperienze drammatiche ed esistono criticità da affrontare”. Perché quanto successo a Lampedusa negli ultimi mesi è stato certamente un esempio di quelle tragedie che tutti dovrebbero impegnarsi a prevenire. “L’Italia è da sempre un popolo ospitale e tale deve continuare a essere: dobbiamo imparare a essere cittadini del mondo, difendendo il diritto per chiunque di crearsi una vita senza confini.Anche noi siamo un popolo di migranti e mi fa male sentire che chi ora ha acquisito uno status sociale migliore critica i migranti di oggi. Si tratta di dare ospitalità a un piccolo nucleo familiare che per sfuggire a guerre e torture ha attraversato il deserto e il mare in condizioni difficilissime e il mio compito di amministratore è proprio quello di aiutare la gente”. I migranti che verranno ospitati a Caprie saranno due donne o una donna e un bambino. Dove ancora non si sa e la ricerca di una casa in affitto era anche uno degli scopi della serata pubblica.

Un’operazione che rientra nel più ampio SPRAR, ovvero il “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, e che prevede costi molto bassi per le amministrazioni locali. “Il progetto mette a disposizione 26.5 euro al giorno per ogni rifugiato” ha spiegato Francesco Calabrò della Cooperativa ORSO, “in cui devono starci tutte le spese: l’affitto, i trasporti, il vitto, eventuali corsi e attività, oltre a 2.5 euro di pocket money gestiti direttamente dai migranti”.

Chi metterà a disposizione un alloggio non lo farà quindi gratuitamente, ma con regolare contratto di affitto. Per farsi avanti ci sono ancora circa due settimane, visto che il 29 gennaio arriverà la conferma del finanziamento. Si cerca un alloggio costituito almeno da due stanza, di cui una cucina indipendente, per agevolare la convivenza di persone con abitudini assai diverse.

Alla serata era presente anche la giovane Dekka, rifugiata somala a Condove, che ha raccontato la sua storia assieme a Maria Teresa Alessio della Cooperativa ORSO. “A seguito dell’emergenza San Paolo di Torino nel 2009, alcuni ragazzi somali vennero ospitati Avigliana e tre ragazze di Mogadiscio arrivano a Condove” ha spiegato Alessio “Dobbiamo toglierci l’idea che abbiamo di chi arriva dall’Africa”. Dekka ha 7 fratelli e 3 sorelle e al momento la mamma e il papà sono in Svezia, paese che ospita tanti migranti grazie alla politica scandinava di ampie vedute. E’ vissuta per un anno a Condove, di cui la cui prima impressione è stata… “Fa freddo!”, e ora è badante in casa della stessa Maria Teresa Alessio. Si è diplomata con la licenza media e sta per prendere la patente. Le storie degli altri rifugiati raccontano tutte impegno, lavoro, volontà di adattarsi e di mettersi in gioco. “La nostra piccola comunità deve imparare ad essere ospitale” ha ribadito Torasso. E si prospetta anche un circuito virtuoso perché alcuni esercizi commerciali locali verranno convenzionati. E’ stata anche richiesta una collaborazione con la Cooperativa Amico di don Chiampo, proprio nell’ottica di tenere saldi i legami col territorio.

Quella che si prospetta per Caprie sarà sicuramente un’esperienza nuova, che probabilmente troverà la diffidenza di alcuni autoctoni, ma che potrà giovare sicuramente dell’apertura culturale e sociale che da sempre ha contraddistinto la valle. “In cambio” ha concluso il sindaco “c’è una cultura nuova che può rivelarsi meravigliosa”.

Giorgia Allais