Lavoratori della Vertek di Condove

Lavoratori della Vertek di Condove

Un altro stabilimento a rischio in valle di Susa. E non si tratta di un fulmine a ciel sereno, perché la difficoltà nel dare una continuità produttiva allo stabilimento Vertek di Condove, di proprietà del Gruppo Lucchini, è nota da tempo. Altri 94 posti di lavoro, dunque, sono a rischio. E si sommano ai 350 delle Acciaierie Beltrame per i quali è in corso una difficile operazione di salvataggio che vede impegnati, a vario titolo, anche la Regione Piemonte e il Governo. Com’è noto, il commissario nominato dal Governo, ha presentato un piano industriale i cui contorni sono tutt’altro che chiari.

Tra gli stabilimenti l’unico a salvarsi potrebbe essere quello di Trieste mentre a Piombino, entro la fine dell’anno, verrà spento l’altoforno e per i 1400 lavoratori sarà cassa integrazione. Poche o nessuna prospettiva anche per la Vertek di Condove, i cui destini (al momento attuale) risultano legati a quello di Piombino per le materie prime da lavorare. L’unica indiscrezione filtrata nei mesi scorsi riguardava l’interessamento di un imprenditore che sarebbe interessato a dare lavoro a 25 lavoratori sugli attuali 94. Ma nulla si sa di preciso. Martedì sera, a Borgone, le rappresentanze sindacali Unitarie dei lavoratori della Vertek di Condove hanno promosso un incontro a Condove, presenti numerosi sindaci dei comuni valsusini che si sono impegnati a stilare un documento da inviare al Governo.

La questione, però, potrebbe essere sottoposta all’attenzione del Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato che, il prossimo 6 novembre, dovrebbe incontrare i dirigenti della Selmat di S.Antonino, per tentare di avviare un complicato tentativo di mediazione con la Fiat. Un’altra situazione che, nei prossimi mesi, potrebbe mettere a rischio un altro stabilimento valsusino: quello appunto della Selmat, che oggi dà lavoro a circa 250 persone.

Bruno Andolfatto