Il progetto denominato “Orto Mag 4.0” è composto da una parte molto tecnologica e da un’altra decisamente più… terra terra. All’Istituto Maria Ausiliatrice di Giaveno, infatti, gli allievi della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado stanno incominciando letteralmente a sporcarsi le mani. L’intento è quello di realizzare un orto vero e proprio che dia la soddisfazione di produrre verdure e ortaggi in abbondanza. “Fare l’orto significa coltivare saperi e tradizioni, conoscere gli esseri viventi e farne esperienza diretta, comprendere il funzionamento di una comunità e l’importanza di tutelare i beni comuni — fanno sapere dalla scuola giavenese — È un modo per applicare le numerose discipline apprese tra i banchi, per interagire in modo nuovo con gli adulti e con i compagni, condividendo obiettivi, metodi e gesti. Coltivare un orto è un’attività che mette a frutto abilità manuali, conoscenze scientifiche e sviluppo del pensiero logico interdipendente, ma significa anche prestare attenzione ai tempi dell’attesa. Saper lavorare con la terra, infine, aiuta i ragazzi a riflettere sulle proprie storie locali e familiari”. L’intento è, dunque, anche quello di sviluppare le dimensioni psicologica, relazionale e valoriale dei bimbi e dei ragazzi che dovranno fare dei veri e propri turni per prendersi cura di un orto che, negli intenti della dirigenza dell’Istituto, dovrà durare per molti anni. Ma c’è poi anche una parte tecnologica del medesimo progetto che è stata finanziata attraverso un bando della Compagnia di San Paolo: grazie alla collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Torino e con l’azienda vitivinicola “Vini Passiti” di Silvio Bragagnolo (che aveva ospitato, l’anno scorso, gli allievi del Mag durante il progetto “In vino veritas”), è stata infatti acquistata una stazione meteorologica che è già stata installata sui terreni di proprietà dell’imprenditore agricolo, a Strevi, nell’alessandrino. “La stazione che, a causa del maltempo di queste ultime settimane, non è ancora stata messa in funzione, fornirà dei dati, parzialmente elaborati dall’Università, che saranno di grande utilità non soltanto per pianificare le attività del nostro orto, ma anche e soprattutto per studiare i cambiamenti climatici — spiega la professoressa Letizia Sartoris, docente di Tecnologia, Arte e Immagine del Mag e referente del progetto — Per questa sua importanza, quegli stessi dati saranno infatti condivisi e messi in rete, in modo che siano accessibili a tutti gli studiosi”. Per quanto riguarda, invece, gli ortaggi, i ragazzi ce l’hanno messa tutta; ora non resta che aspettare un po’ di sole.

Alberto Tessa

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