notavRicordati di santificare le feste. Se poi la festa è targata “No Tav”, attento a quello che fai; l’ira funesta dei militanti potrebbe inesorabilmente colpirti, soprattutto con le frasi scritte sui social network. Succede ad Almese, dove il titolare della Crai, ha “osato” tenere chiusa la serranda proprio nel giorno …. comandato. Che poi era sabato 1° agosto. Data della “prima festa No Tav” del Comitato Valmessa, programmata con la benedizione e i buoni auspici del Comune di Almese.

Che cosa è successo? Che un commerciante ha osato “disobbedire” alla festa e ha deciso di tenere abbassata la saracinesca del suo negozio di via Roma, chiusa al traffico per l’occasione. Un fatto che, sui social, ha scatenato l’indignazione dei militanti. “Non ci posso credere!!!  – si legge su Facebook – il gestore della Crai di Almese ha deciso di chiudere il negozio a causa di una manifestazione No Tav”. “E non solo Crai  – rincara un’altra militante – ma anche altri in via Roma, in piazzetta e quasi in piazza. C’era d’aver paura?” . E poi il previsto boicottaggio: “Non sarò più loro cliente”. E va beh. E’ lo stesso titolare del Crai almesino Antonio Suraci a tentare di spiegare le cose: “Il Crai – risponde sempre su Facebook – non era chiuso per il No Tav ma perché sono state chiuse le strade per la manifestazione e, vista l’esperienza di altre volte di chiusura della strada, l’incasso è molto vicino allo zero e quindi, considerando il periodo, ho cercato di contenere le spese lasciando a casa quattro persone”.

Il negozio chiuso

Il negozio chiuso

Tutto a posto? Neanche per sogno. E’ sempre una militante a redarguire il titolare della Crai per aver scritto sull’entrata del negozio “chiuso a causa della manifestazione No Tav”. E poi:  “Ma un esercizio di alimentari in un piccolo paese dove non esiste alternativa non dovrebbe rimanere aperto anche in previsione del guadagno minimo?”.

“Sì  – spiega il titolare del negozio – ma bisogna fare i conti con la realtà. La chiusura della strada è un danno non indifferente e mi trovo costretto a limitare  i costi di gestione”.

Ok, replicano i No Tav. Ma l’avviso della chiusura andava scritto in un altro modo.

Insomma, anche se è agosto vale sempre il proverbio: “Scherza con i fanti ma lascia stare i… No Tav”.

 

B.And.