Tanti turisti “stranieri” nel Bel Paese non si vedevano da anni. Turisti che attraversano anche la Valle di Susa e che, in molti casi, si fermano ad ammirarne le bellezze ambientali, storiche e artistiche. E’ presto per dare i numeri e tracciare bilanci dell’estate 2017 ma il trend pare positivo.
Ad incassare i benefici della crescita dei flussi turistici ci sono anche le autostrade.

Autostrade che, è innegabile, giocano un ruolo importante per lo sviluppo del territorio.

La necessità di “cogliere l’attimo” (che si spera non sia fuggente) dando vita a una “gestione delle autostrade strettamente interconnessa con le politiche del territorio” viene suggerita dall’Uncem (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti montani) . Invito raccolto da alcuni esponenti del Partito Democratico – i consiglieri regionali piemontesi Nadia Conticelli e Paolo Allemano e alle deputate Chiara Gribaudo e Paola Bragantini, – che dichiarano “È necessario condividere la manutenzione del territorio, col coinvolgimento degli enti locali, facendo ricadere direttamente parte dei maggiori entroiti in opere di manutenzione e messa in sicurezza.  Lo sforzo economico maggiore per incrementare il flusso turistico e mettere in sicurezza il territorio viene messo in campo dagli enti territoriali, Comuni in testa”.

Per questo, sostengono gli esponenti del Pd, “i bandi di gara delle concessioni (molte delle quali sono in fase di rinnovo) devono prevedere “che una percentuale congrua degli introiti dei caselli ricada sui territori”.

Per quanto riguarda le grandi aree urbane invece le politiche tariffarie devono agevolare l’utilizzo delle grande arterie tangenziali, come quella di Torino, e non penalizzarle con doppi pedaggiamenti. “Una politica che si muova su questo doppio binario favorirebbe la manutenzione dei territori, soprattutto montani e collinari, la sostenibilità ambientale e una mobilitá davvero al servizio dello sviluppo di tutte le aree della nostra Regione. Alla ripresa dei lavori – proseguono – a Palazzo Lascaris, a settembre, depositeremo specifici ordini del giorno in tal senso a Palazzo Lascaris e a Montecitorio”.

Va ricordato che la scadenza della concessione non riguarda certo la Sitaf (il termine è previsto nel 2050). Ma il tema del caro pedaggi (4,70 euro ad Avigliana e 6.50 a Salbertrand per i veicoli classe A) e quello delle ricadute sul territorio potrebbero essere quanto meno messi all’ordine del giorno sui tavoli della politica locale. O no?