Il bilancio presentato dal Collegio Costruttori della Provincia di Torino Il 2010 è stato l’anno peggiore dal 2000 per quanto riguarda gli appalti di opere pubbliche. A lanciare l’allarme è il Collegio Costruttori Edili della Provincia di Torino. Nel 2010 l’investimento in opere pubbliche ordinarie è stato di circa 430 milioni euro mentre nel 2009 l’importo ammontava a quasi 490 milioni euro, con una flessione di 60 milioni di euro (-12,5%).

Il numero di bandi è sceso dai 383 del 2009 ai 283 del 2010, con una riduzione del 26%.
Il dato è ancora pi๠preoccupante se paragonato al 2008, quando l’investimento in opere pubbliche ordinarie ammontava a 608 milioni euro (-30%).
Significativi sono i numeri che arrivano dal Comune di Torino, che ha pubblicato bandi relativi all’edilizia, per quasi 47 milioni di euro, 30 milioni in meno dell’anno passato. Ma è in provincia che si registra la situazione pi๠preoccupante: nel 2010 sono stati infatti appaltati lavori per 70 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 118 milioni del 2009 (-40,7%), e con una riduzione del 57% rispetto al 2008 (quando si era appaltato per circa 164 milioni).

“I dati del 2010 sulla crisi degli appalti pubblici : commenta Alessandro Cherio, Presidente del Collegio Costruttori della Provincia di Torino – confermano la situazione estremamente negativa emersa dallo scorso rapporto congiunturale. Ciò che ci preoccupa ulteriormente è constatare che per il 2011 non ci sono significative previsioni di investimento da parte dei principali enti pubblici.

Tuttavia abbiamo a disposizione strumenti, come il sistema delle procedure negoziate per appalti inferiori ai 500 mila euro che, se ben utilizzati possono valorizzare e incentivare l’imprenditoria locale, con ricadute concrete sul territorio”.

Per quanto riguarda i dati sull’occupazione, il 2010 ha visto il raddoppio circa delle ore di cassa integrazione ordinaria e un ricorso sempre pi๠massiccio alla cassa straordinaria: nel 2010 sono state oltre 487.000 le ore di cassa straordinaria, contro le 75.079 del 2009 e le 14.800 del 2008, con un aumento del 3.190% rispetto al 2008. A ciò si aggiunge un incremento anche delle ore di cassa ordinaria, che ammontano nel 2010 a quasi 940 mila, contro le 537 mila nel 2008 (+70%).

“Questo dato : conclude il Presidente Cherio : dimostra come le nostre imprese stiano utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, compresa quindi la cassa integrazione, per guardare oltre la crisi e salvaguardare i loro occupati. La caduta degli investimenti, i ritardati pagamenti causati dai vincoli al Patto di Stabilità  e l’andamento medio dei ribassi, ormai giunto a livelli insostenibili, stanno infatti causando la destrutturazione del comparto, con ricorso sempre pi๠frequente agli ammortizzatori sociali”. Lavori in Bassa Valle Susa