000sitoLa ricerca di una strada per superare il clima di intimidazioni e intolleranza che pervade la valle di Susa è al centro di un appello ai presidenti di Camera e Senato lanciato da un gruppo di sindaci valsusini. L’obiettivo: convincere Laura Boldrini e Pietro Grasso a salire in Valle di Susa per incontrare gli amministratori locali e le imprese. La richiesta è partita mercoledì a mezzogiorno. A promuovere l’iniziativa il sindaco di S.Antonino e consigliere provinciale del Pd Antonio Ferrentino che ha raccolto le adesioni di primi cittadini di Bussoleno Anna Maria Allasio, di Borgone Paolo Alpe, di Susa Gemma Amprino, di Rubiana Gianluca Blandino, di Claviere Franco Capra, di Mattie Paolo Catalano, di Almese Bruno Gonella, di Sestriere Valter Marin, di Chiomonte Renzo Pinard, di Novalesa Ezio Rivetti.

Un incontro, quello con le più alte cariche dello Stato dopo il Presidente Napolitano, che potrebbe concretizzarsi presto. In queste ore le diplomazie sono al lavoro e la data potrebbe cadere nel mese di agosto, quando le agende presentano maggiori disponibilità.

L’appello dei sindaci fa notare come ad essere “ oggetto di minacce e intimidazioni sono le Forze dell’Ordine e i Magistrati nello svolgimento delle loro funzioni, i Sindaci e Istituzioni locali che hanno preteso e accettato un confronto costruito nel merito dei problemi, le aziende edili e le attività economiche impegnate nel cantiere di Chiomonte dove si sta realizzando il tunnel geognostico relativo alla Torino-Lione”.

La lettera cita l’escalation delle ultime settimane e degli ultimi giorni e cita il ripetersi di “violenze fisiche e verbali che non possono non preoccupare le istituzioni democratiche della Repubblica Italiana”.

Qui, dicono i sindaci, “non è in discussione il legittimo dissenso su un’opera pubblica sulla quale è del tutto normale avere posizioni diverse e tantomeno il diritto a manifestare la propria contrarietà con iniziative dalle forme piu’ fantasiose purchè rispettose di cose e persone”. In valle di Susa ad essere messo in discussione, per i sindaci è “il principio stesso di democrazia”.

Un incontro, quello con Grasso e Boldrini, che, qualora dovesse svolgersi, non affronterà la dialettica tra Sì Tav e No Tav ma, secondo le intenzioni dei promotori, sarà dedicato “alla legalità contro ogni forma di violenza” e interesserà “le istituzioni locali, la Provincia di Torino, la Regione Piemonte, i Parlamentari, le aziende e autorità economiche del territorio. Nessun riferimento all’opportunità dell’opera ferroviaria, quindi, ma il segno tangibile che le istituzioni democratiche comprendono le preoccupazioni e le paure di un territorio e se ne fanno interprete”.