Il dato è tratto. Il Comune di Torino, con Giunta a trazione pentastellata, abbandona l’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione. Un atto ampiamente annunciato, diventato realtà con la seduta del consiglio comunale della città sabauda di ieri, lunedì 5 dicembre. A proporre la mozione (primo firmatario, Roberto Malanca) , l’intero gruppo del M5S, contrario alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ritenuta inutile ed antieconomica.

La mozione, approvata con 26 voti favorevoli e sei voti contrari, impegna la Sindaca e la Giunta Comunale a:

1) esplicitare in tutte le sedi istituzionali e politiche la contrarietà della Città di Torino alla proposta di Nuova Linea Torino-Lione e in particolare alla realizzazione del Tunnel di Base e delle relative opere preliminari;

2) comunicare la sopraccitata posizione di contrari età a tutte le istituzioni coinvolte

3) formalizzare al più presto l’uscita della Città di Torino dall’Osservatorio Tecnico

4) promuovere la collaborazione sui temi della Linea Torino-Lione con gli enti locali italiani e francesi contrari alla Nuova Linea;

5) promuovere l’informazione alla cittadinanza anche con aggiornamenti sull’evolversi della situazione e sulle iniziative che l’Amministrazione intende adottare in merito.

6) rifiutare il principio delle misure di accompagnamento e compensazione per la realizzazione di interventi comunque necessari a prescindere dalla realizzazione dell’opera;

7) promuovere, insieme alle altre amministrazioni comunali, la discussione sul tema della Nuova Linea Torino-Lione nel Consiglio della Città Metropolitana di Torino;

8) sollecitare, insieme alle altre amministrazioni locali del territorio, il Governo e l’Unione Europea ad una revisione dei programmi di investimento per reindirizzare le risorse previste verso la manutenzione e la valorizzazione delle infrastrutture ferroviarie esistenti, il potenziamento del trasporto pubblico locale, la promozione della mobilità sostenibile e la riduzione dell’inquinamento atmosferico;

9) sollecitare, insieme alle altre amministrazioni locali del territorio, il Governo e il

Parlamento ad una modifica delle attuali procedure decisionali relative alle infrastrutture,

nella direzione di un più ampio e sostanziale coinvolgimento degli enti locali e dei

cittadini, sin dalla fase di valutazione dell’utilità delle opere;

10) riaffermare l’alto valore democratico della partecipazione e del coinvolgimento dei

cittadini come impegno determinato, continuativo, responsabile e non violento.

 

Ed ecco gli interventi nel dibattito:

Per Maura Paoli (M5*) “è una giornata storica: dopo la vittoria nel referendum il no alla Torino Lione”.

Roberto Rosso (Lista civica Roberto Rosso) cita le grandi infrastrutture realizzate in Piemonte a fine ’800 e definisce la mozione un incredibile “contentino per i vostri militanti”.

Viviana Ferrero (M5*) ha rivendicato di essere la prima consigliera donna della Val di Susa in Sala Rossa. “Non servono treni merci veloci, ma treni puntuali, scuole e cultura”

Fabrizio Ricca (Lega Nord) si riserva di accertare se la perdita delle compensazioni configuri un danno erariale e invita a sospendere l’iter e indire un referendum tra i torinesi.

Secondo Valentina Sganga (M5*), “dopo 20 anni di retorica, propaganda e menzogne uscire dall’Osservatorio è uscire da una palude istituzionale e ricostruire il rapporto con i territori”.

Osvaldo Napoli (Forza Italia) interpella Appendino che “vuole i soldi del Patto per il Piemonte che la mozione  rifiuta. Questa mozione è uno specchietto per allodole”.

Serena Imbesi (M5*) cita Diego Novelli ed una sua inchiesta sulla corruzione legata alle grandi opere e chiude con Paolo Sylos Labini: “Non c’è separazione tra etica e politica”.

Eleonora Artesio (Torino in Comune) ripercorre le ragioni del suo no all’opera; “La mozione è un atto di responsabilità” .

Per Stefano Lorusso (Pd) “questa scelta è un danno certo. L’ Osservatorio serve a limitare l’impatto dell’opera e a coordinare gli interventi sui territori interessati.  Quanto alla sindaca Appendino, “si rivela incapace di separare politica e funzione istituzionale”.

Domenico Carretta (Pd) ritiene “gravissimo che si discuta di Tav in Sala Rossa” e annuncia che nel Consiglio della Città Metropolitana con una mozione chiederà alla Sindaca metropolitana, Appendino, di non abbandonare l’Osservatorio

Carlotta Tevere (M5*) afferma che tutti coloro che hanno manifestato contro la Tav sono stati puniti e si dichiara “solidale verso 38 militanti condannati il 17 novembre scorso”. Dopo una forte reazione da parte di alcuni membri dell’opposizione (Napoli, Morano, Lo Russo, Ricca, Rosso) Tevere riprende la parola per specificare che si tratta di “solidarietà umana”.

Daniela Albano (M5*)   invita Lo Russo a vedere cosa è successo al Mugello in fatto di evidenze scientifiche sulla non distruttività dell’opera.

Claudio Lubatti (Pd) chiede all’Amministrazione di avviare una riflessione che vada oltre l’alta velocità e si concentri sui grandi progetti trasportistici che interessano la Città come, per esempio, i 10.000 chilometri della “ferrovia della seta”.

Chiara Giacosa (M5*) in polemica con Napoli afferma che la mozione “non è uno specchio per le allodole, ma un atto per salvare le allodole”

Per Barbara Azzara (M5*) “ogni euro speso per il Tav è un’euro sottratto a tutti. Rinunciando a 20 metri di Tav, afferma, avremmo soldi per dare per un anno libri gratis agli studenti del Piemonte”.

Guido Montanari, assessore all’urbanistica e docente ha affermato che “a Torino non c è mai stata una possibilità reale di dibattito scientifico”, e ha elencato i i tentativi di mettere a confronto le idee che “son sempre terminati con la stigmatizzazione dei tecnici e degli studiosi critici, ridotti al semplice status di NoTav”. Secondo Montanari “occorre spostare i soldi del Tav sul trasporto su rotaia, concentrandosi sulle forme di mobilità a breve e medio raggio”.

La sindaca, Chiara Appendino ha concluso gli interventi dicendosi “dispiaciuta per non avere potuto dar vita ad un dibattito nel quadro di un Consiglio aperto Questa mozione é un segnale forte che non può essere ignorato e sono orgogliosa di votarla”.