Ivan Laforè

Ivan Laforè

Vittorio Laforè

Vittorio Laforè

Sono due fratelli i responsabili di decine di assalti a sportelli bancomat in tutto il Piemonte, Val di Susa compresa. Vittorio e Ivan Laforè, di 26 e 30 anni, sono stati arrestati mercoledì 19 luglio ad Avigliana, colti in flagrante con il bottino degli ultimi due colpi. Sono stati individuati anche come responsabili del colpo, fortunatamente fallito, al postamat di Avigliana, eseguito la notte tra il 16 e il 17 luglio. I due fratelli sinti, residenti in Alpignano, sono stati incastrati grazie ad alcuni filmati di videosorveglianza, che hanno mostrato come i due malintenzionati utilizzassero sempre lo stesso modus operandi : si avvicinavano al luogo del furto con maschere riproducesti le fattezze del neo presidente americano Donald Trump, per poi servirsi della “marmotta”, un ordigno artigianale a forma di pala che veniva inserito nella fessura di apertura dell’erogatore di banconote una volta forzato. Per raggiungere i luoghi da assaltare, i due,  si servivano poi di auto di lusso rubate; hanno utilizzato in particolar modo una Mercedes bianca Classe A verniciata con del colore nero, probabilmente frutto di ispirazione al cinema americano e al film “The Jackal”, dove il protagonista, Bruce Willis, cambia il colore alla sua auto perché braccato dalla polizia.

Dopo l’arresto è stato scovato e perquisito il garage in via IV Novembre ad Avigliana, dove è stato trovato tutto il necessario per l’artigianale confezionamento degli ordigni. Il covo dei due fratelli era regolarmente intestato ad un soggetto, che, a differenza di Vittorio e Ivan era incensurato. I Laforè, infatti, hanno alle spalle  una lista di precedenti penali ben nutrita; e bisogna aggiungere che sono figli di Pietro Dellagaren, ergastolano attualmente detenuto all’Isola d’Elba per avere ucciso, durante una rapina il 25 aprile 2001, l’imprenditore Umberto Masena nella sua villa a Sant’Ambrogio.

Le immagini, grazie alle quali i Carabinieri della sezione antirapina del nucleo investigativo di Torino hanno incastrato i due sinti, rivelano la loro precisione e rapidità nel commettere i reati.

Benedetta Gini