Don Giglioli, mons. Badini Confalonieri e mons. Giuseppe Cavallotto

Don Giglioli, mons. Badini Confalonieri e mons. Giuseppe Cavallotto

Intanto la positiva sorpresa di essere in tanti, poi, a occhio e croce, per dirla sorridendo, non la solita riunione dei “combattenti e reduci”, ma tante facce nuove, che non portano al petto le trenta e più medaglie delle precedenti assemblee diocesane.

L’azzeccato (mi perdoni, monsignore !) relatore, il vescovo di Cuneo e Fossano, mons. Giuseppe Cavallotto, che di queste cose (l’iniziazione cristiana dei bambini da 0 a 6 anni) sa davvero di scienza propria e soprattutto ci crede. La novità poi di un lavoro di gruppo non scontato, con l’intelligente scelta ( bravo, don Daniele !) di usare la tecnica del “ brainstorming”, che , dice Wikipedia, è “una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Spesso erroneamente tradotto come tempesta d’idee, in realtà significa “usare il cervello (brain) per prendere d’assalto (storm) un problema”. Sinteticamente consiste, dato un problema, nel proporre ciascuno liberamente soluzioni di ogni tipo (anche strampalate o con poco senso apparente) senza che nessuna di esse sia minimamente censurata”.

Ma di che stiamo parlando?  Dell’assemblea diocesana di sabato e domenica scorsi.

Sabato 12 a Villa Pietro e domenica 13 in  Cattedrale (qui la diocesanità deve ancora crescere).

Inizio puntuale alle 9,30 dove in sala grande sono sedute più di cento persone.

Dopo la preghiera delle Lodi, breve introduzione di mons. Vescovo, che apre il vangelo alla pagina che dice: la messe è molta, ma gli operai sono pochi. A fronte di questi problemi di sempre, ecco la decisone di Gesù: non fermarsi ai dodici apostoli( leggi: i sacerdoti) , ma inviare anche settantadue discepoli( leggi: tutti i fedeli). Inviati a quella che oggi si chiama: nuova evangelizzazione, nuova non per il suo contenuto ( è sempre Cristo e la sua Parola), ma per i modi.

E a proposito appunto di nuovi modi ecco il tema: Iniziazione cristiana dei bambini, sfide e compiti della famiglia e della comunità cristiana. Il punto di partenza, e non può che essere così, è la parola di Gesù: lasciate che i bambini vengono a me.

Mons. Cavalloto ha ricordato il cammino della Chiesa in proposito. Per esempio nei primi tre secoli del cristianesimo per i bambini di tre anni c’era una sola celebrazione per battesimo, confermazione ed eucarestia, poi l’educazione religiosa proseguiva in famiglia. Come siano cambiate oggi le cose, anche da questo punto di vista, lo sappiamo tutti ed ecco allora il grande impegno delle comunità parrocchiali di entrare e stare in dialogo con le giovani famiglie. Ha detto il relatore: l’iniziazione cristiana è una scelta impegnativa, soprattutto la pastorale post battesimale è relativamente nuova per molte parrocchie. Richiede convinzione, condivisone, coraggio, molte energie e si attua gradatamente.

Un po’ amara, ma quanto vera la sua conclusione: si dice che la crisi della famiglia sia madre di tutte le crisi. Si può aggiungere che la crisi religiosa della famiglia e la sua carenza nell’educazione religiosa dei figli, soprattetto negli anni dell’infanzia e fanciullezza, penalizza i figli e rende difficile e, sovente, sterile l’azione catechistica della parrocchia. Alla relazione del vescovo di Cuneo sono seguite le domande dell’assemblea e poi fino alle 13 il lavoro di gruppo del “ brainstorming”. Adesso, tutto il materiale raccolto è nelle mani di un gruppo di lavoro che prepara una sintesi per tre appuntamenti di zona,: Alta, Media e Bassa valle, che si terranno tra fine novembre e dicembre. Quindi un’assemblea “aperta” , e già questo è un messaggio importante. Se a quei cento e più di sabato 12 ottobre, se ne aggiungeranno ancora altri, allora vorrà dire che il cantiere della nostra chiesa locale lavora davvero.

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