azimut_panorama1Riduzione di personale all’Azimut di Avigliana. L’azienda produttrice di yacht ha annunciato l’intenzione di procedere al taglio di 95 posti di lavoro che riguarderà sia lo stabilimento, sia gli uffici di direzione del cantiere di Avigliana.  La  direzione dell’Azimut spiega la decisione con il “mancato accordo con le rappresentanze sindacali su un’organizzazione del lavoro più flessibile e competitiva”. Di qui il piano di esuberi per un totale di 95 addetti

Alla crisi del mercato nautico  iniziata nel 2008 – fa sapere una nota dell’azienda –  Azimut Yachts ha risposto con un articolato piano di ristrutturazione che le ha permesso di rimanere leader mondiale nel segmento delle imbarcazioni oltre i 24 metri di lunghezza.

 

Da un lato sono stati potenziati i cantieri dedicati agli yachts di grande dimensione, meno toccati dal calo della domanda, dall’altro, si è proceduto al trasferimento nello stabilimento di Avigliana di tutta la produzione di quelli sotto i 70 piedi, investendo in tecnologia e lanciando ogni anno nuovi modelli di successo, esportati in tutto il mondo. Per questi ultimi, tuttavia, l’andamento della domanda resta volatile e stagionale.

 

“Per questa ragione più volte, nel corso dei mesi passati – si legge nel comunicato – l’Azienda ha manifestato alle rappresentanze sindacali l’urgenza di aprire una trattativa per la ricerca di una maggior flessibilità del lavoro. La risposta è sempre stata negativa ed è stata, inoltre, accompagnata dalla presentazione di una piattaforma  per il rinnovo del contratto integrativo assolutamente insostenibile”.

 

Nel mese di ottobre la Società ha risollecitato nuovamente un dialogo con il Sindacato, ribadendo la propria disponibilità a costituire un tavolo congiunto di lavoro sui temi cruciali per il futuro dello stabilimento di Avigliana: la flessibilità lavorativa,  la contrattazione di secondo livello e la gestione delle eccedenze.

A questo punto, dopo tre settimane di trattative serrate, dice la direzione Azimut “si deve constatare l’impossibilità a giungere ad un accordo. Per questo motivo l’Azienda si vede costretta ad attuare un piano di esuberi che riguarderà sia lo stabilimento sia gli uffici di direzione del Cantiere di Avigliana, per un totale di 95 addetti”.

 

“Durante i molti  incontri con le rappresentanze sindacali – dichiara Ferruccio Luppi, Amministratore Delegato della società –  abbiamo manifestato la nostra piena disponibilità ad affrontare la discussione in modo responsabile. Abbiamo proposto un contratto integrativo migliorativo rispetto a quello precedente, strumenti di flessibilità del lavoro più adatti a far fronte alla stagionalità delle vendite e un piano di mobilità volontaria incentivata, accompagnato dall’impegno aziendale a non effettuare nei successivi 3 anni nessun licenziamento unilaterale. Di fronte al rifiuto a trattare da parte dei sindacati, siamo costretti a procedere con la mobilità, per proteggere il futuro del cantiere di Avigliana”.