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Il tunnel geognostico della Maddalena

L’estate tarda ad arrivare ma le cosiddette “azioni di disturbo” a cantieri, operai e mezzi della Torino-Lione, in quel di Chiomonte, sono arrivate, puntuali più che mai. L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì. Obiettivo dei “contestatori”, i capannoni di una ditta che lavora nel tunnel geognostico della Maddalena. I soliti “ignoti” hanno tentato di dare fuoco a due mezzi della Effedue di Susa. Il rogo è stato appiccato utilizzando la diavolina; le fiamme hanno distrutto le gomme dei due mezzi e solo l’immediato intervento degli operai della ditta ha evitato che il propagarsi dell’incendio provocasse danni più gravi. Sull’episodio  indagano Digos e carabinieri. Nei mesi scorsi l’azienda era stata bersagliata di insulti perché aveva lavorato alla “blindatura” disposta dalla magistratura del presidio No Tav di Chiomonte

A dicembre, la stessa ditta aveva subito un’azione simile a quella della notte tra domenica e lunedì: ignoti avevano colpito gli pneumatici (tagliati) di un furgone parcheggiato nel cortile dell’azienda.

Intanto quattro militanti No Tav risultano indagati dalla procura di Torino per stalking nei confronti di un  operaio che lavora al cantiere di Chiomonte. La polizia ha perquisito alcune abitazioni alla ricerca di computer, telefoni , chiavette e documenti utili alle indagini. I quattro sono ritenuti   responsabili di diversi episodi di minacce all’operaio e alla sua  famiglia avvenuti tra febbraio 2012 e maggio 2013. Nell’atto di perquisizione si parla di episodi  “da ricondurre  ad un’unitaria regia da individuare nell’ambito di soggetti che si  riconoscono nella lotta alla realizzazione della linea ferroviaria, in  particolare in tutti quelli che si identificano nell’ala violenta del  movimento No Tav”. La vittima e’ lo stesso operaio oggetto di una sassaiola la sera  del 7 maggio, mentre con un mezzo rientrava dal lavoro, e della quale  non sono ancora stati individuati gli autori che avevano agito a volto  coperto. L’indagine e’ coordinata dai pm Antonio Rinaudo e Andrea  Padalino.

B.A.