Visito in anteprima del Bramafam: riapre il 9 maggio. Nel mese di maggio il Forte Bramafam aprirà  al pubblico due domeniche: il 9 e il 30 maggio, ma a differenza di quanto annunciato la scorsa settimana le nuove sale non verranno aperte prima della fine del mese.

Nonostante questo ritardo abbiamo visitato in anteprima i nuovi spazi espositivi: cinque le sale, ancora in fase di allestimento, che arricchiranno il percorso museale del forte, la pi๠importante fortificazione di fine ottocento delle Alpi Cozie che proprio quest’anno festeggia 15 anni di attività .

A farci da guida nel percorso museale è Pier Giorgio Corino, fondatore e presidente dell’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare, che grazie alla preziosa collaborazione di volontari, dal 1995 si occupa del recupero del forte: “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti” ci spiega “l‘associazione è nata negli anni novanta, nel ’93 abbiamo partecipato ad un bando Interreg, ma solo l’anno successivo mi è venuta l’idea di recuperare il Bramafam, e dopo un anno di trattative abbiamo iniziato il recupero ed ottenuto negli anni oltre un milione di euro di contributi per effettuare i lavori di ristrutturazione. Sono invece oltre 50 mila le ore di lavoro dei volontari, senza i quali non ce l’avremmo mai fatta“.

A partire dal prossimo mese, l’allestimento museale che conta già  33 sale (molte delle quali con ricostruzioni ambientali d’epoca), 165 manichini con uniformi originali; 33 artiglierie fra cui cannoni, obici, mortai; 100 armi leggere; pi๠di 2000 oggetti e reperti che documentano la vita degli ufficiali e dei soldati nella loro quotidianità  sarà  ampliato con l’apertura delle nuove sale.

Tra i nostri obiettivi c’è quello di ridare vita agli ambienti” spiega Corino “con l’intento di far capire com’era la vita all’interno di una fortificazione, per questo la ricostruzione di ogni singolo ambiente è fatta nei minimi dettagli, ogni pezzo ha il suo significato“.

Camminando lungo il percorso museale si torna indietro nel tempo, osservando la camera dell’ufficiale, o quella della truppa si può capire com’era la vita nel forte, e grazie alle vetrine ad esplosione vedere con i propri occhi come si vestivano una volta i soldati, cosa portavano sotto l’uniforme: gli ufficiali ad esempio indossavano camicie di seta, mutande e canottiere di cotone, un lusso per le truppe. E per i piedi niente calzini, ma delle pezze da piede, degli stracci che venivano messi accuratamente intorno ai piedi.

Ma vediamo quali sono le nuove sale: appena entrati si visita la sala del Regno d’Italia e dell’Unità  nazionale, allestita nella terza campata del magazzino d’artiglieria, utilizzato originariamente come magazzino dei viveri di riserva e dove si possono vedere uniformi dall’Esercito Sardo e Italiano; documenti di epoca risorgimentale; modellini delle artiglierie da fortezza nel periodo unitario, fucili e moschetti tra fine Settecento e il 1870 che illustrano l’evoluzione delle armi da fuoco.

Poi c’è la sala della guerra di Libia, dedicata allo scontro del 1911 con l’Impero Turco che portò alla conquista della Libia e dell’isola di Rodi.
Esposti, oltre alle artiglierie da campagna turche di produzione tedesca, prede belliche, di cui una colpita dalle nostre artiglierie durante i combattimenti (ad Ain Zara) e un video sulle artiglierie e sulle fortificazioni realizzate in Libia.

Molto interessante la sala del Bramafam, dove si può ammirare, grazie ad un plastico della fortificazione, e ad un supporto video, gli interventi di recupero promossi dall’associazione.

Infine nel salone degli ufficiali una nuova vetrina dedicata alle prime armi lunghe a retrocarica utilizzate dal Regio Esercito tra cui alcuni fucili e moschetti di tipo Vetterli e nella caponiera del ponte uno spazio dove viene descritta l’evoluzione delle armi lunghe individuali tra 1880 e 1918.

Per chi volesse avere maggiori info, sono disponibili sul sito web

SUSANNA MOZZATTO Interni del forte Bramafam Interni del Forte Bramafam