san Pietro di Melezet 010_ridimensionare

La cappella di san Pietro a Melezet, situata accanto al cimitero della parrocchia della frazione, è parte integrante del patrimonio religioso, risalente probabilmente al 1856, unica data di riferimento leggibile nell’inscrizione dipinta sulla facciata principale; la stessa data è discutibile, forse di riferimento alla fondazione della cappella stessa o alla decorazione su di essa apposta. Un pezzo di storia religiosa che non subiva opere di sistemazione e manutenzione da circa quarant’anni. Come si presenta adesso san Pietro a Melezet? Le pareti esterne sono deteriorate a causa della neve che nell’inverno si accumula, il tetto in losa si presenta rovinato e in condizioni tali da permettere infiltrazioni che hanno deturpato le pareti interne laterali e il tetto a botte, con cielo stellato. Il tetto ha un’aggiunta posteriore al 1856, di circa cinquant’anni, con perlinato in legno coperto da lamiera. All’interno è ancora visibile sull’altare un’icona su tela con Madonna tra due santi che, in seguito ad un furto manca della parte centrale. I lavori sono appena iniziati, commissionate dalla parrocchia di s.Antonio Abate in Melezet, seguiti dai progettisti e direttori lavori l’architetto Mauro Mainardi, l’ingegnere Paolo Fiorillo, coordinatore della sicurezza  geometra Massimiliano Vinassa, l’impresa edile “Marchello costruzioni e c.s.a.s.”e si occuperà del restauro dell’impianto decorativo il consorzio san Luca, degli scavi e del movimento terra Frezet Aldo. Si presume come data ultima per la consegna della cappella terminata nell’agosto 2016, per un importo d’opera di 97000 euro. Chi sovvenzionerà i lavori? Ci racconta don Paolo di Pascale: “Passava spesso qui di fronte un signore, molto affezionato a Bardonecchia; da tempo si era accorto dello stato di degrado della cappella che, in seguito all’evidente struttura non solo rovinata ma in parte pericolante e che necessita di sostegni esterni per continuare a rimanere in piedi potendo ospitare delle persone al suo interno, è rimasta chiusa da vent’anni a questa parte” – continua il parroco di Melezet – “Questo signore è venuto a chiedermi perché san Pietro dovesse rimanere chiusa, e non avesse invece la stessa fortuna di San Rocco, San Sebastiano, di Nostra Signora del Carmelo, ma anche san Sisto e il Cougnet e molte altre. Risposi che in verità il desiderio di restaurarla c’era, ma i soldi no data l’onerosa spesa, non era sostenibile dalla nostra parrocchia. Il signore allora mi disse che sarebbe stato lui a pagare i lavori, il benefattore sosterrà quindi la spesa, un gesto che mi è rimasto nel cuore e di cui sono profondamente grato a nome di tutti” – conclude don Paolo.

 Maria Teresa Vivino