foto-casa-bardoSabato 22 sarà una data da ricordare, almeno per Bardonecchia. Con l’apertura ufficiale della casa chiamata L’Alveare, in via Medail 43, si volta pagina e si guarda decisamente al futuro. Quello spazio, una villetta con giardino, è infatti un bene confiscato alla mafia nel ‘96, vent’anni fa. Era appartenuto ai Mazzaferro, famiglia che fu coinvolta in attività illegali. Ora invece sarà gestito dall’associazione Liberamente Insieme Bardonecchia, un gruppo di una ventina di persone tra scout locali dell’Agesci, adulti scout del Masci Valsusa, e altri amici.

Il bene era stato assegnato al Comune nel 2008, e l’allora (e attuale) sindaco Francesco Avato aveva accettato la proposta degli scout, che nel loro 50° dalla fondazione desideravano fare qualcosa di concreto per il loro paese, e gestire uno spazio come quello, aprendolo alla comunità locale e anche ad ospiti da fuori. Poteva essere il progetto ideale. Ma i tempi si sono rivelati lunghi, come spesso purtroppo capita nell’assegnare a gruppi ed associazioni i beni confiscati alla criminalità organizzata.

Approfondimenti nell’edizione in edicola.