Andrea Grosso, Giorgio Jannon e Paolo Gombia

Andrea Grosso, Giorgio Jannon e Paolo Gombia

Buongiorno Condove cambierà nome. L’aut aut è stato lanciato nel mese di giugno da Alberto Veggio,  candidato sindaco della lista, a Paolo Gombia, Giorgio Jannon e Andrea Grosso, i tre consiglieri di minoranza che hanno scelto di rimanere nei banchi del consiglio comunale: “Cambiate nome al gruppo consigliare”.

I tre consiglieri di Buongiorno Condove non se lo sono fatti dire due volte e, nel consiglio comunale di martedì 28 luglio, hanno anticipato i tempi annunciando l’intenzione di ribattezzare entro breve, il gruppo.

Era stato proprio Alberto Veggio, subito dopo le elezioni dello scorso anno a dichiarare terminata l’esperienza di Buongiorno Condove e a rinunciare (seguito da Valerio Bertolo e Marinella Cuatto) al seggio in consiglio comunale. Gombia, Jannon e Grosso, invece, scelsero di accettare, “per rappresentare gli oltre mille cittadini che hanno votato la nostra lista”.

Un anno dopo  ecco la richiesta ai tre consiglieri di cambiare nome al gruppo consigliare. Nel mirino di Veggio ci sarebbe anche il tipo di opposizione, ritenuta troppo morbida rispetto a quella praticata dal gruppo ai tempi della giunta di centro destra di Piero Listello.

Ecco quindi la richiesta di un chiarimento. Che non si è fatto attendere. “A Condove è cambiato tutto. La maggioranza non è quella dei cinque anni precedenti – dichiara Giorgio Jannon – e gli scenari locali e nazionali sono cambiati. In questi mesi non siamo certo stati la stampella della maggioranza”. “Trovo questa situazione piuttosto spiacevole”, dichiara Paolo Gombia. Noi abbiamo ritenuto di rimanere in consiglio comunale proprio per non privare di una rappresentanza in Comune gli oltre mille cittadini che ci hanno votato. E cerchiamo di farlo nel modo migliore”.

Quale sarà il nuovo nome del gruppo non è ancora stato deciso e, con ogni probabilità, lo si saprà nel prossimo consiglio comunale.  Quel che è certo che gli elettori e i sostenitori di “Buongiorno Condove” (una lista a trazione grillina e No Tav) appaiono divisi e, probabilmente, un tantino sconcertati.