betoniere3Che roba, sembra di essere a Beirut!”. Betoniere camion, officina: tutto incenerito. E poi puzza di bruciato ovunque.

Allargano le braccia sconsolati i dirigenti di quella che un tempo era l’Imprebeton, oggi parte dell’Itinera. Nella notte tra domenica e lunedì, verso le 23, i soliti “ignoti” sono saliti a Salbertrand, in Valle di Susa, e, passando dal fiume o dai sentieri di montagna, si sono introdotti nel cantiere incendiando cinque betoniere, due camion , una gru e dando fuoco all’officina dove solo il caso ha voluto che le fiamme non raggiungessero una cisterna di gasolio e alcune bombole di ossigeno e acetilene.

Il tutto poche ore dopo la visita a Torino del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi che ha incontrato gli imprenditori della Valle di Susa. Una combinazione? Forse, anche se c’è chi fa notare che qualche sito vicino ai No Tav aveva promesso un’accoglienza particolare per il rappresentante del Governo. “In ogni caso il cantiere ha rischiato di saltare per aria”, fa notare il direttore generale Pierluigi Frattino mentre accompagna i giornalisti in questo tour di guerra. “I danni non li abbiamo ancora quantificati, lo faremo presto, ma un milione di euro potrebbe essere una cifra non lontana dalla realtà”. Insomma il volto nascosto della protesta ha colpito ancora e questa volta in modo duro, anzi durissimo, forse come mai prima d’ora. Ad accompagnare i cronisti c’è anche un impiegato dell’impresa: “Non mi riprendete e non fate il mio nome – dice agli operatori delle televisioni – io vivo in un paese della valle di Susa e non voglio avere problemi”. Come lui sono valsusini tutti gli altri trenta dipendenti dell’Itinera che lavorano a Salbertrand: “Vivono tutti in questa valle. E adesso hanno paura di perdere il posto di lavoro – dice l’impiegato –temono che l’Itinera pensi che il gioco non valga più la candela, che i costi e i rischi siano troppo elevati e che smobiliti“.

Il cantiere rifornisce prevalentemente l’autostrada del Frejus e d’inverno si occupa dello sgombero neve sulla Torino-Bardonecchia e sulle statali. La “colpa” di questa impresa? “Probabilmente quella di aver fornito calcestruzzo al cantiere Tav di Chiomonte”. “Da quel momento- dice Enzo Mamino, direttore della sede Itinera di Salbertrand – per noi è finita la pace. Nel giro di qualche settimane hanno incendiato due pale e stanotte hanno combinato questo disastro”. E i lavoratori? “Più che aver paura – dice un impiegato – siamo molto preoccupati per il futuro. Stamattina l’autista di una delle betoniere incendiate era in lacrime. Il rischio che Itinera molli tutto e che questo cantiere si trasformi in un ramo d’azienda della società autostradale è reale: da trenta posti di lavoro ne rimarrebbero forse quindici”.

I dirigenti cercano di sdrammatizzare con qualche battuta ma poi la rabbia prende il sopravvento: “Papa Francesco, giustamente, invita a pregare e a digiunare per la pace in Siria. Che cosa aspettiamo a fare la stessa cosa per la pace in Valle di Susa? Anche qui c’è un clima di tensione, di violenza, quasi di guerra. Bisogna fare qualcosa”. Sulla vicenda è intervenuto anche don Luigi Ciotti presidente di Libera. “I dubbi sull’opera sono molti – ha detto il sacerdote – ma Libera è contro la violenza in qualsiasi forma si eserciti e manifesti ed è a fianco della magistratura e delle forze di polizia”.

Bruno Andolfatto