Sono quasi tutti davanti ai cancelli della Savio di Chiusa San Michele i 300 dipendenti dell’azienda di serramenti che martedì, dopo un incontro con i sindacati all’Unione Industriale di Torino, ha annunciato l’intenzione di avviare le procedure per il licenziamento di 100 dipendenti (uno su tre).

savio per sito 3Otto ore di sciopero per dire no all’ennesimo duro colpo all’occupazione in Valle di Susa. Davanti ai cancelli, questa mattina, si è fatto vedere il sindaco di Chiusa San Michele, Fabrizio Borgesa, che ha espresso solidarietà ai lavoratori: “Domani sera, venerdì 31, ne parleremo in consiglio comunale e voteremo un Ordine del Giorno”. Intanto i lavoratori stanno per contattare Sandro Plano, presidente dell’Unione Montana dei Comuni della bassa valle di Susa mentre la Regione, con l’assessore al lavoro Gianna Pentenero, si è attivata per evitare i licenziamenti.

Giovedì 6 aprile – fanno sapere le delegate sindacali Anna Maria Burlina e Rosalba Giacconeci sarà un ulteriore incontro con l’azienda a Torino, sempre all’Unione Industriale. I lavoratori saranno sotto sede dell’organizzazione imprenditoriale per manifestare”.

Intanto è partito il conto alla rovescia per provare a scongiurare la misura draconiana annunciata dall’azienda.

“Ci saranno 45 giorni di trattative – spiegano le delegate sindacali – dopo di che partiranno ulteriori 30 giorni per le procedure amministrative. A quel punto la Savio avrà 120 giorni a disposizione per procedere con i licenziamenti”.

La Savio: “E’ una crisi di mercato”

savio per sito stabilimentoLa Savio di Chiusa San Michele progetta, prototipa, produce e commercializza componenti per serramenti (maniglie, cerniere. maniglioni antipanico ecc…).

La direzione ha avviato martedì la procedura per il licenziamento di circa 100 dipendenti sugli attuali 299). “Dal 2009 ad oggi – hanno riferito i vertici aziendali – si è verificata una serie di sconvolgimenti nel mercato che hanno portato a rendere vane tutte le iniziative messe in campo per trovare produzioni alternative”.

Secondo l’azienda i problemi principali si sono verificati in Spagna, a causa della crisi caduta del mercato sceso da 12 milioni a 2 milioni di euro; in Russia, prima con la guerra in Crimea poi con la crisi petrolifera che ha portato al blocco del mercato; nel Medio Oriente, con minori investimenti in edilizia a causa della crisi del petrolio; nel settore del fotovoltaico, con il mercato fermo da quando non ci sono più incentivi. La Savio ha di redente acquisito un’importante commessa di lavoro con la Cina ma, secondo la direzione dell’azienda, questo risulterebbe sufficiente ad apportare benefici allo stabilimento valsusino perché la produzione dovrà, secondo quanto dichiara l’azienda, avvenire nella stessa Cina.

I licenziamenti quindi, informa la Fiom Cgil, riguarderanno proprio lo stabilimento di Chiusa San Michele dove, negli ultimi anni si è ricorso alla mobilità volontaria e si sono utilizzati periodi di contratto di solidarietà.

Da tempo – riferisce Marinella Baltera, operatore Fiom-Cgil che segue le sorti della Savio – manifestavamo preoccupazione per la situazione della Savio ma non ci saremmo aspettati esuberi pari a un terzo dei dipendenti visto che l’utilizzo dei contratti di solidarietà toccava meno del 20% dei dipendenti. La Valle Susa – prosegue la sindacalista – è un territorio che negli anni ha perso gran parte della capacità produttiva e questo ulteriore annuncio di perdita di posti di lavoro aggrava una situazione già di per sé molto problematica. Faremo tutti gli sforzi e le iniziative necessarie per evitare di arrivare a licenziamenti traumatici e chiederemo di utilizzare ulteriori ammortizzatori sociali (che sono ancora a disposizione dell’azienda) per aspettare le risposte del mercato ai nuovo prodotti”.

Il sindaco Borgesa: “Siamo molto preoccupati”

Preoccupazione viene espressa anche dal sindaco di Chiusa San Michele Fabrizio Borgesa: “Sono molto preoccupato per la situazione che si sta delineando, anzitutto per i lavoratori e loro famiglie. Inoltre un taglio al personale di questa portata avrà delle enormi ripercussioni sociali, in un territorio già provato come quello valsusino. Auspico che vengano tentate tutte le strade possibili per evitare i licenziamenti. L’amministrazione comunale ha sempre seguito con attenzione le notizie che provenivano dalla Savio e ora, insieme alle altre Istituzioni, farà tutto il possibile per favorire soluzioni ragionevoli e utili. Esprimo la mia personale vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Savio”.

Il ruolo della Regione. Interviene l’assessore Pentenero

savio per sito2Un appello alla Regione affinchè “apra subito un canale diretto con i vertici aziendali della Savio per scongiurare i licenziamenti e valutare subito le possibili alternative per salvare l’occupazione in un territorio già duramente colpito dalla crisi” parte dalla consigliera regionale 5 Stelle Francesca Frediani.

Pronta la risposta di Gianna Pentenero, assessore regionale al lavoro: “Apprendiamo con preoccupazione la notizia dell’imminente apertura di una procedura di licenziamento collettivo alla Savio di Chiusa di San Michele. Cento esuberi, se confermati, avrebbero un impatto estremamente negativo su un territorio già duramente colpito negli ultimi anni dalla crisi. La Regione Piemonte è pronta, come sempre, a fare la propria parte, mettendosi a disposizione di azienda e sindacato e convocando, se necessario, un tavolo regionale, per individuare soluzioni non traumatiche alla gestione della crisi per i lavoratori’.

Bruno Andolfatto