Se volessimo sdrammatizzare potremmo chiederci se vino e democrazia possano andare sottobraccio.

Ma quel che è successo domenica pomeriggio 19 giugno, nell’ambito del convegno organizzato in occasione della rassegna dedicata ai vini di montagna, organizzata da ImprenDOC (imprenditori di Chiomonte),  è una cosa seria.

A segnalarla, con un post su Facebook intitolato “la solita ‘democrazia’ no tav”, è il consigliere regionale Pd (già sindaco di Sant’Antonino, consigliere provinciale e presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa) Antonio Ferrentino.

Ecco le sue parole: “Oggi (domenica) a Chiomonte si è svolta una bellissima e riuscita rassegna su i vini di montagna, degustazione con 30 etichette della montagna valsusina, piemontese e della Valle d’Aosta. Al pomeriggio ero, con altri, relatore ad un convegno sulle prospettive vitivinicola in quota”.
Cosa è successo: “Al mio arrivo – racconta – una quarantina di manifestanti mi ha accolto con insulti e offese alle spalle (come sempre) e mi è stata lanciata una forma di formaggio, per fortuna morbido.
Al momento di prendere la parola si sono altati urla e insulti. Il Convegno è stato interrotto e dopo 20 minuti di cagnara si è deciso di dare la parola prima a Giorgio Ferrero e solo alla fine ho avuto modo di intervenire”.
“Ringrazio la Digos e i carabinieri di Chiomonte e Susa con il capitano Pieroni, che hanno gestito con professionalità la protesta”, dice Ferrentino che aggiunge: “Alla fine la gente di Chiomonte inveiva contro chi impedisce, almeno prova ad impedire, il rilancio di Chiomonte”. “Nonostante gli insulti – conclude Ferrentino –noi andiamo avanti. A contestarmi c’erano  4 cittadini di Chiomonte, 10 della valle tra i 50 manifestanti con volti noti dell’antagonismo torinese”.