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L’omaggio alla Fossa Comune

Mattarella Ossario“Sono convenuto per un omaggio sentito e doveroso a questo Ossario che raccoglie i caduti della guerra di liberazione, qui riposano i corpi di 98 combattenti morti nei boschi e nella campagna circostante, e trasportati pietosamente e meritoriamente fin qui dalla gente del luogo. Ne abbiamo ascoltato con riconoscenza i nomi che ogni anno vengono doverosamente ricordati. La presenza in questo luogo di tombe di partigiani, militari stranieri, civili, perseguitati dà il senso del carattere popolare, interclassista, plurale e sovranazionale del movimento di liberazione dal nazifascismo”.
Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è espresso durante la cerimonia a Forno di Coazze per il 70° anniversario della costruzione dell’Ossario, sabato 31 ottobre. Prima di lui avevano parlato il sindaco di Coazze, Mario Ronco, di Giaveno, Carlo Giacone, e di Torino, Piero Fassino: “Questo è luogo della nostra educazione democratica. Qui bambino sono venuto ogni anno, accompagnando mio padre Eugenio che mai mancava – ha detto quest’ultimo, come sempre con voce commossa – La Val Sangone è una piccola valle che ha dato un grande contributo alla lotta di liberazione. La prossimità a Torino, la contiguità con la valle di Susa e la via strategica di comunicazione con la Francia rendevano la forte presenza partigiana in Val Sangone particolarmente insidiosa per nazisti e fascisti. Per questo qui la lotta fu dura e continua per venti mesi”.

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L’intitolazione della scuola media di Coazze al comandante Nicoletta (FOTO GIORGIO BASSO)

Prima ancora, la lunga lettura dei nomi degli uomini e delle donne lì sepolti e l’Inno Nazionale.

Dall’Ossario, il corteo con il Capo dello Stato si è spostato alla vicina Fossa Comune, per poi dirigersi nel centro di Coazze per l’intitolazione della scuola al comandante Giulio Nicoletta.

Qui, accolto dalla musica dei giovani dell’orchestra della Val Sangone, dopo la scopertura della targa e gli interventi della dirigente scolastica Claudia Rolando e di Enrico Nicoletta (figlio di Giulio), il presidente ha preso brevemente la parola, rivolgendosi agli studenti: “Quando si sta da molto tempo nella pace, si rischia di addormentarsi, dimenticando quanto sia sempre importante vigilare sulla conservazione della democrazia. Siate attenti, il Paese è nelle vostre mani”.

Anita Zolfini

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Il saluto del Presidente a familiari di Nicoletta e ai partigiani (FOTO GIORGIO BASSO)