Dal Pdl c’è il pressing per tornare a tre Comunità  Montane, ma almeno fino all’autunno non ci saranno problemi per Plano. IL pressing al neopresidente è arrivato da pi๠parti in campagna elettorale. I sindaci e gli amministratori dell’Alta Valle e della Val Sangone che hanno sostenuto Roberto Cota alle elezioni, non vogliono pi๠la Comunità  Montana unica a cui capo c’è Sandro Plano.

Bisogna rivedere l’unificazione delle tre Comunità  Montane, ogni area deve riavere il proprio ente” dicono da pi๠parti. A pesare ancora di pi๠sulla questione, è ovviamente la Tav.
Infatti Plano ha vinto le elezioni in Comunità  Montana con una maggioranza di amministratori di centrosinitra e No Tav(forse riconducibili oggi al Movimento Cinque Stelle di Grillo), e la cosa non era piaciuta neanche allo stesso Cota: “ Alcuni dirigenti del Pd hanno cavalcato la lotta alla Tav per farsi eleggere presidenti di Comunità  Montana, strumentalizzando la contestazione
aveva dichiarato Cota a La Valsusa in un’intervista a marzo (vedi n° 9 /2010), ed il chiaro riferimento era proprio per Plano.

E non è casuale che adesso, appena vinte elezioni, da pi๠parti del Pdl di Valle sia arrivato l’attacco all’ente unico presieduto da Plano. Prima l’assessore regionale, residente a Sauze d’Oulx, Barbara Bonino, e poi il sindaco di Giaveno Ruffino.

Anche Napoli, dal canto suo, avverte: “Stiamo vedendo dei primi atti di penalizzazione da parte di Plano verso quella che era la Comunità  Montana Val Sangone. Spero che non prevalga lo spirito di vendetta, perchè altrimenti ne terremo conto“.
Il messaggio è chiaro . Per mantenere in vita l’ente unico delle tre valli, Plano dovrà  dare dei segnali di apertura e cedere qualcosa al centrodestra, da qui ai prossimi mesi, senza arroccarsi a colpi di maggioranza.
In caso contrario, è probabile che si tornerà  all’antico, o che addirittura la Regione approvi la cancellazione della Comunità  Montana.

Non subito, ovviamente. Anche perchè ci sono cose pi๠importanti che le Comunità 
Montane, come la crisi del lavoro, la ripresa dell’economia regionale, il turismo, ecc. Ma per provare a cambiare le cose, per la Regione non basterà  che aspettare la riforma Calderoli, che dovrebbe entrare in vigore
nell’autunno 2010, tempi della politica permettendo.Tale riforma prevede il
taglio totale delle Comunità  Montane, a meno che non le mantengano le Regioni, a
proprie spese.

E lì si vedrà  che fare della Val Susa e Val Sangone: “La riforma Calderoli è alla fase finale in commissione parlamentare – dice Napoli – non credo che in Piemontesaranno abolite tutte le Comunità  Montane, ma ci sarà  una valutazione su che fare per ogni territorio“.
Plano è avvisato.

Fabio Tanzilli Plano, presidente della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone