Il luogo dell'omicidio di Bruno Caccia a Torino, pochi giorni dopo. (ARCHIVIO ANSA)

Il luogo dell’omicidio di Bruno Caccia a Torino, pochi giorni dopo. (ARCHIVIO ANSA)

Sarà Paola Caccia, figlia del Procuratore della Repubblica Bruno Caccia (ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983) la protagonista del dibattito che si terrà mercoledì 9 alle 21, nella biblioteca comunale di Condove in via Roma. “Cento passi, verso il 21 marzo”; questo il titolo dell’incontro a cui parteciperanno anche il giornalista Davide Pecorelli e Maria Jose’ Fava, responsabile regionale dell’associazione Libera. “Un appuntamento che sarà il preludio alla ventunesima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia – spiega l’assessore Chiara Bonavero –  che si terrà proprio  lunedì 21, durante la quale saranno letti i 900 nomi delle vittime innocenti della mafia”.

Bruno Caccia

Bruno Caccia

Bruno Caccia, nacque a Cuneo nel 1917 da una famiglia con una lunga tradizione nella magistratura. Laureato in Giurisprudenza nel 1939 e nel 1940 in Scienze Politiche, entrò a servizio della Procura di Torino nel 1941. Nel 1964 divenne Procuratore della Repubblica ad Aosta, per poi tornare a Torino nel 1967 con lo stesso ruolo. Condusse numerose indagini a danno delle Brigate Rosse e della ‘ndrangheta in Piemonte. Il 26 giugno 1983, Bruno Caccia si recò fuori città e tornò a Torino soltanto nella sera. Essendo una domenica, decise di lasciare a riposo la propria scorta, decisione che facilitò il compito ai sicari ‘ndranghetisti. Verso le 23,30, mentre portava da solo a passeggio il proprio cane, Bruno Caccia venne affiancato da una macchina con due uomini a bordo. Questi, senza scendere dall’auto, spararono 14 colpi e, per essere certi della morte del magistrato, lo finirono con 3 colpi di grazia