(da Condove, Andrea Diatribe)

Centinaia e centinaia di persone, una marea di gente, riunita per Gioia e Ginevra, nella chiesa di Condove stracolma oggi pomeriggio, 2 novembre, dove si sono svolti i funerali delle due ragazzine che avevano entrambe la passione per il pattinaggio su ghiaccio: Ginevra Barra Bajetto, 17 anni di Condove, e Gioia Virginia Casciani, 9 anni di Villarbasse. Erano cugine e già delle campionesse di questo sport. Peccato che venerdì pomeriggio, 27 ottobre, sull’autostrada del Brennero (nei pressi di Trento), siano state coinvolte in un tamponamento mortale contro un tir, che le ha portate via, lasciando le madri, sorelle gemelle, che viaggiavano insieme a loro, in gravissime condizioni.

I due papà erano molto conosciuti in Val di Susa e non solo: il papà di Ginevra, Fulvio Barra Bajetto, è ortopedico all’ospedale di Rivoli, mentre il papà di Gioia, Antonio Casciani, è allenatore di calcio giovanile tra Torino e cintura. Erano presenti al funerale, insieme ai famigliari e ai moltissimi ragazzi, amici, insegnanti, presidi, compagni di scuola e rappresentanti del PAT (Pattinatori artistici Torino, team delle giovani). La cerimonia è stata accompagnata in musica dall’organo di Gianluca Calonghi, dal violino di Livia Hagiu e dal coro delle elementari dell’istituto Salotto e Fiorito di Rivoli, la scuola che frequentava Gioia. La messa, presieduta da monsignore Claudio Iovine, ha visto tanti discorsi e tante lacrime per le due giovani, volenterose, determinate, che davano tutto loro stesse, conciliando lo studio e lo sport, per raggiungere traguardi sempre più alti.

La fede in Dio, nonostante il momento buio, è stata risaltata durante l’omelia di don Piero Granzino: “Mescolate pure il pianto e le lacrime, ma con la fede e la preghiera: non malediciamo la vita”. In linea con questo pensiero si è espresso, commosso ma allo stesso incredibilmente contenuto, il padre di Ginevra, il dottor Fulvio Barra Bajetto, dicendo, riferendosi a Dio, che “quando il comandante chiama si obbedisce”.

Tragedie che non dovrebbero succedere, ma che insegnano anche quanto noi siamo fragili e quanto dobbiamo impegnarci nella vita. “I talenti vanno accolti, non vanno sotterrati”, ha ricordato Granzino: Ginevra e Gioia sono state un esempio perfetto di questo.

Andrea Diatribe